venerdì 30 settembre 2011

LIAN BU QUAN



LIAN BU QUAN
"stile per allenare le posizioni"


Da alcune ricerche fatte sembra che di stili con questo nome ne esistano veramente tanti e spesso molto diversi tra loro. E' probabile che molti stili importanti abbiano avuto in passato un proprio 'Lian Bu Quan', ovvero uno stile propedeutico per l'apprendimento delle posizioni di base dello stile principale da insegnare ai principianti prima di entrare nello studio di tecniche più complesse. Per questo motivo non è escluso che si possa sentir parlare del 'Lian Bu Quan' dello stile 'Tang Lang Quan' piuttosto che del 'Ba Ji Quan' o altri stili altrettanto complessi.
Attraverso la pratica di questo pre-stile, l'allievo impara le posizioni di base e qualche semplice tecnica che ripetuta molte volte con costanza e soprattutto soffermandosi su ogni movimento, fornisce un'ottima base per un apprendimento più graduale del Kung fu ed aiuta a sviluppare la coordinazione del corpo, l'equilibrio, la stabilità, il corretto allineamento, la contrazione e la decontrazione muscolare, la respirazione e la concentrazione mentale, inoltre prepara l'allievo a forme più impegnative.
Il termine 'Lian' , in Cinese è il verbo allenare/allenarsi.

giovedì 29 settembre 2011

Le 9 donne più desiderate della corea


9. (TIE), Kim Hye-SOO (in alto) e Kim Hyang-SHI 

8. Kim Yoo-BIN
7. HAN Chae-YOUNG
6. KWON YU-RI
5. SON DAMBI

4. (TIE), Kim Tae-hee (in alto) e HAN GA-IN
3. SONG Hye-KYO


2. Lee Hyori
1. Jeon Ji-Hyun

mercoledì 28 settembre 2011

Qin'na



Afferrare, bloccare controllare,colpire i punti vitali, mettere a punto le leve articolari.
Tutto questo è:Qin'na

Che cos'è il qin'na
"Qin" (Chin) in cinese significa "catturare, afferrare", nello stesso modo in cui un'aquila afferra un coniglio o un poliziotto cattura un criminale (qìn xiong). "Na" significa "tenere sotto controllo".
Quindi qin'na può essere tradotto come "afferrare e controllare".
Generalmente, quasi tutti gli stili marziali cinesi per ottenere la massima efficacia in combattimento comprendono quattro categorie di tecniche.
La prima categoria, "ti", è quella dei calci, la seconda, "da", è quella dei pugni, spinte,-pressioni, e in ambedue queste categorie il contatto tra i due avversari è molto ravvicinato, la potenza dell'attacco è esplosiva e distruttiva. La terza categoria, "shuai" (proiettare), contiene tecniche per far perdere l'equilibrio all'avversario: spazzate, sgambetti, oscillazioni del corpo, proiezioni e atterramenti. La quarta categoria è il qin'na che contiene tecniche di presa mirate al controllo e al bloccaggio delle giunture, dei muscoli o dei tendini dell'avversario.
In una situazione di combattimento queste quattro categorie vengono spesso applicate all'unisono e non possono essere realmente separate. Per esempio quando una mano sta controllando l'avversario, l'altra viene usata per colpire un punto vitale. Oppure si usa un bloccaggio sulle giunture e nello stesso tempo si atterra l'avversario continuando l'attacco in profondità. Perciò in una situazione reale, non si può distinguere chiaramente una categoria dall'altra. Inoltre molti insegnanti cinesi ritengono che anche le tecniche di pressione o di percussione delle cavità e dei nervi (che non sono propriamente tecniche di presa), poiché fanno perdere sensibilità (e a volte anche la coscienza) all'avversario, possono essere incluse nel qin'na. Sì può dunque dedurre che tutte le tecniche che mirano all'immobilizzazione dell'avversario, non importa se siano bloccaggi alle giunture, tecniche che rendano, insensibli parti del corpo, o che fanno perdere coscienza, devono essere classificate come qin'na.
In sintesi il qin'na delle tecniche di presa, affinchè l'avversario non si muova, servono a neutralizzare la sua possibilità di combattere. I qin'na che usano pressioni vengono usati per far perdere l'uso degli arti, la coscienza o anche per uccidere un avversario. Sono di solito applicati sulle cavità del qi (punti di pressione) per influenzare il flusso dell'energia (qi) all'interno degli organi o del cervello. Sono anche usati sulle terminazioni nervose per provocare dolore estremo e incoscienza.
Le tecniche di qin'na di percussione sono applicate sui punti vitali e possono essere letali. Di solito vengono attaccati i canali del qi o colpite alcune aree specifiche causando la rottura delle arterie.
Tutte queste tecniche servono per "afferrare e controllare" l'avversario.
Quindi le tecniche di qin'na possono essere divise in:
1. Fen-jin: dividere i muscoli e i tendini
2. Cuo-gu: dislocare le ossa
3. Bi-qi: bloccare il respiro
4.Dian-mai (dim mak in cantonese): comprimere le vene o duan mai (bloccare/chiudere le vene/arterie)
5. Dian-xue: pressioni sulle cavità o dian mai (dim mak in cantonese): comprimere i canali primari del qi.
In queste categorie, il fen-jin comprende anche zhua-jin (afferrare i muscoli/tendini) e dian-xue include anche na-xue: afferrare o premere le cavità. Generalmente, le tecniche per dividere i muscoli e i tendini, per dislocare le ossa e alcune delle tecniche di bloccaggio del respiro sono relativamente facili da apprendere; anche la teoria su cui sono basate è facile da capire. Infatti per rendere il controllo efficace si richiede solo forza muscolare e pratica. Quando le stesse tecniche sono usate per rompere le ossa o dislocare le giunture o i tendini, è necessario l'uso del jin (potenza marziale.
L'azione di chiudere le vene e le arterie e di comprimere le cavità richiede una conoscenza dettagliata delle zone da colpire, della profondità delle stesse, del momento in cui colpirle, dello sviluppo dello yi (intenzione), del qi (energia interna) e del jin (potenza marziale), tecniche e forme di mano apposite. Per attuarle sono necessarie istruzioni specifiche da parte di un insegnante qualificato, non solo a causa della profondità dell'argomento, ma anche perché la maggior parte delle tecniche vengono apprese per mezzo della giusta percezione. Siccome molte di queste tecniche possono essere mortali, un maestro-le trasmetterà di solito solo a quegli studenti fidati e di saldi principi morali.

Il qin'na nelle arti marziali cinesi
Non è possibile risalire a quando per la prima volta il qin'na venne usato. Molto probabilmente successe quando qualcuno afferrò un altro individuo con l'intenzione di controllarlo. Afferrare gli arti o l'arma di un eventuale avversario è una delle reazioni più istintive per immobilzzarlo o controllarne l'azione.
A causa della loro praticità, le tecniche di qin'na sono state allenate a lungo, insieme alle altre tecniche, sin dagli inizi della storia delle arti marziali cinesi, migliaia di anni or sono. Benché non sia nato nessun sistema di combattimento che abbia alla base solo tecniche di qin'na, quasi tutte le arti marziali le hanno incorporate all'interno della loro pratica. Ve ne sono "anche all'interno delle tecniche marziali del Giappone, Corea e di altri Paesi Orientali influenzati dalla cultura cinese.
In generale, poiché gli stili del sud sono specializzati nelle tecniche di mano e nel combattimento a corta distanza, essi tendono ad avere un maggior sviluppo delle tecniche di qin'na. Inoltre gli stili del sud si allenano a condizionare le mani molto più che gli stili del nord e usano quindi maggiore forza nelle prese e nelle pressioni sulle cavità.
Gli stili del sud si devono occupare inoltre della pratica di tecniche di "adesione" all'avversario, operando come già detto a corta distanza. Queste tecniche sono applicate di norma con movimenti circolari che hanno l'obiettivo di arrivare al controllo dell'avversario prima che questi se ne renda conto. Il lavoro di gambe è considerato da un praticante degli stili del sud come una parte molto importante nello studio del qin'na. Ricordatevi però che queste sono generalizzazioni e che anche gli stili del nord si occupano di tale materia.
Nelle arti marziali interne come il taijiquan e il liu-he-ba-fa, le tecniche di neutralizzazione sono di solito eseguite con movimenti arrotondati e i qin'na che ne conseguono risultano fluidi e circolari.
Poiché le tecniche di qin'na possono essere usate per catturare e controllare un criminale senza ucciderlo, esse sono state sempre una parte fondamentale dello studio della pratica della polizia e delle forze dell'ordine.
Intorno al 527 d.C. il tempio di Shaolin divenne un centro molto importante per lo studio delle arti marziali. Siccome molte tecniche erano molto efficaci e non letali, gli artisti marziali del luogo si impegnarono in uno studio e una ricerca approfonditi nel campo. Nel XIX secolo, durante l'ultima dinastia Qing, le tecniche di Shaolin vennero insegnate anche al popolo e le tecniche di qin'na trasmesse insieme ai vari sistemi sviluppati nel tempio. Molte tecniche di qin'na vennero anche inserite nella pratica del combattimento con le armi per far sì che il praticante potesse con la sua arma catturare quella dell'avversario.

Termini cinesi usati
Qin (Chìn): catturare, afferrare
Qin-xiong: catturare un criminale
Na: tenere sotto controllo
Qin'na (o chin'na): afferrare e controllare, tecniche di presa per il controllo e bloccaggio delle giunture, dei muscoli o dei tendini
Ti: tecniche di calcio
Da: tecniche di pugno, spinta, pressione
Shuai: proiettare, squilibrare
Qi: flusso dell'energia, energia interna
Fen-jin: dividere i muscoli e i tendini
Cuo-gu: dislocare le ossa
Bi-qi: bloccare il respiro
Dian-mai: (dim-mak in cantonese): comprimere le vene o i canali primari del qi
Dian-mai: bloccare, chiudere le vene/arterie
Dian-xue: pressione sulle cavità
Zhua-jin: afferrare i muscoli/tendini
Na-xue: afferrare premere le cavità
Yi: intenzione
jin: potenza marziale
Taiji-quan, Liu-he-ba-fa: arti marziali interne
Chang-chuan, Shaolin-chuan: stili di kung-fu.

martedì 27 settembre 2011

Le ragazze più belle del Giappone abitano a Sapporo


Non si può negare che le donne giapponesi, siano di tutt'altra bellezza rispetto alla focosa bellezza mediterranea, ma non per questo meno affascinante. La bellezza è un valore estremamente soggettivo, ma dubito che siano molti quelli capaci di rimanere insensibili di fronte alla vista di una bella ragazza giapponese. Nei miei viaggi in Giappone non ho potuto che verificare di persona la grande quantità di belle donne sia tra le giovani che tra le donne mature: di fronte a certe bellezze, poi, c'era solo da rimanere incantati. 
Non per niente nel 2007 la giapponese Riyo Mori vinse il titolo di Miss Universo. 

La versione online, in inglese, del quotidiano "Mainichi Shimbun" ha pubblicato un interessante, e curioso, articolo sulla bellezza delle donne di Sapporo: perchè, ci si chiede, a Sapporo ci sono così tante belle ragazze? 
Come ho constatato di persona a Tokyo, soprattutto, e ad Osaka la bellezza femminile abbonda, ma è normale che nelle grandi città ci sia un grande concentramento di belle ragazze. Tokyo, per esempio, è la capitale della moda, della vita notturna e mondana, dello show business: ogni ragazza che vuole sfondare deve obbligatoriamente partire da qua. Ma a Sapporo ? Cosa ha di interessante Sapporo per avere un così alto numero di affascinanti esponenti del gentil sesso ?
Sapporo, capitale della prefettura di Hokkaido, ha circa 1 milione e 800 mila abitanti: è la sesta città del Giappone per dimensione. E' situata lontana dal cuore industriale, commerciale e politico del Paese. Eppure qui le donne sono molto belle, parlando sempre del livello medio, naturalmente; stando all'articolo, sono addirittura considerate le più belle di tutto il Giappone. A ben vedere le spiegazioni ci sarebbero, almeno secondo Shinpei Hayashi uno scrittore di Sapporo; per questo alto tasso di bellezza femminile contribuirebbero un mix di fattori storici, ambientali e sociali. L'isola di Hokkaido, e con essa Sapporo, è stata oggetto di colonizzazione in epoca abbastanza recente: quindi gli odierni abitanti di quell'isola, se non immigrati di recente, sono un miscuglio di caratteristiche somatiche di genti provenienti da varie parti del Giappone e questo guazzabuglio di razze, evidentemente, ha avuto i suoi effetti positivi. C'è poi una possibile spiegazione ambientale che risiede nel clima di Hokkaido: l'isola ha un clima rigido d'inverno, ma spesso le estati sono più che vivibili e, in media, la potenza dei raggi ultravioletti (UV) è minore rispetto al resto del Giappone; questo fatto ha indubbiamente un riscontro positivo sulla pelle in quanto, com'è noto, una forte esposizione ai raggi solari, peggio se senza protezione, rovina l'epidermide ed è proprio la pelle che è uno dei fattori di successo delle ragazze di Sapporo. Una caratteristica che differenzia l'isola di Hokkaido dal resto del Giappone, è la qualità della vita, l'apparente mancanza di frenesia tipica delle grandi megalopoli di Tokyo ed Osaka; qui, in pratica, le donne sono meno stressate e anche questo ha un effetto positivo sul loro aspetto esteriore.
Un sondaggio (piuttosto vecchiotto a dire il vero: 1993), condotto tra gli uomini d'affari giapponesi, volto a stabilire quale prefettura avesse le donne più belle (Hokkaido è risultata la sesta su quarantasette prefetture) ha evidenziato che le donne di Hokkaido non sono solo belle, ma anche forti caratterialmente e decise, e pure questo fa parte del loro fascino. Anche per questo risultato lo scrittore Shimpei ha pronta una possibile spiegazione: nel periodo della colonizzazione l'isola era inospitale e, nei rigidi inverni, uomini e donne dovevano collaborare per riuscire a sopravvivere in quell'ambiente ostile; quindi in un ambiente di sostanziale uguaglianza tra uomini e donne, queste ultime hanno avuto la possibilità di forgiare il loro carattere non sottomesso al maschio.
E' indubbio però che, come detto all'inizio, in Giappone ci sono veramente molte belle ragazze e, è inutile negarlo, anche su questo aspetto il Paese confida per accrescere il suo appeal sul mercato turistico internazionale.