giovedì 31 marzo 2011

Honmei choco

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Honmei choko (in giapponese 本命 チョコ), letteralmente "cioccolato del vero sentimento", è il cioccolato che le donne donano per San Valentino agli uomini per i quali provano sentimenti romantici.
Questo è spesso dato ai fidanzati, ai potenziali fidanzati ed ai mariti. Il cioccolato honmei è di qualità superiore e più costoso rispetto al Giri choco ("cioccolato d'obbligo"), che invece è dato ai colleghi maschi ed agli altri uomini con cui la donna non ha rapporto romantico. È molto diffusa anche l'abitudine, da parte delle ragazze, di preparare loro stesse della cioccolata confezionandola in forme adatte alla ricorrenza.
L'Honmei choko è generalmente ricambiato nel White Day, che si celebra il 14 marzo.

mercoledì 30 marzo 2011

Urashima Tarō

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Urashima Tarō (浦島太郎) è una storia giapponese che parla di un pescatore che soccorre una tartaruga malmenata sulla spiaggia da dei bambini e viene ricompensato con una visita al Ryūgū-jō, il Palazzo del drago.
Trascorre per tre anni molti giorni felici in questo regno subacqueo. Alla fine, però, viene sopraffatto dalla nostalgia di casa e chiede alla regina Otohime il permesso di farvi ritorno. Lei acconsente e gli dona una scatola tempestata di gioielli raccomandandogli però di non aprirla mai, per nessuna ragione. Giunto a casa, egli scopre che nel mondo reale sono trascorsi oltre 300 anni e nessuno può ricordarsi di lui.
Caduto in depressione si reca sulla spiaggia e si ricorda della scatola ingioiellata, la apre e fuoriesce una nuvola bianca: così invecchia e muore, poiché la scatola conteneva la sua età reale. Varianti di questa storia si sono sviluppate in Oceania. La sua effettiva origine è sconosciuta.
Storie simili esistono in Europa: Ciclo di Fianna e Il viaggio di Bran.

martedì 29 marzo 2011

Kuki Yoshitaka

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Kuki Yoshitaka (九鬼 嘉隆; 1542 – 17 novembre 1600) è stato un samurai giapponese del periodo Sengoku.
Kuku Yoshitaka fu un comandante navale durante il periodo Sengoku in Giappone, servì prima Oda Nobunaga e successivamente Toyotomi Hideyoshi. Fu anche il nono maestro della scuola di arti marziali della famiglia Kuki, la Kukishin-ryū e quindi un guerriero molto esperto.
La famiglia Kuki era originariamente proveniente dal distretto di Muro della provincia di Kii e fu stabilita nella provincia di Shima da Kuki Takayoshi. Il clan è divenne potente nel quartiere Ago di Shima. Yoshitaka, figlio maggiore di Kuki Sadataka (un signore della guerra con la reputazione di essere un pirata), giurò fedeltà a Oda Nobunaga circa nel 1570 e comandò la sua flotta, supportando un attacco di terra contro gli Ikkō-ikki. Nel 1574 il suo aiuto garantì la vittoria a Nobunaga nel terzo assedio di Nagashima conquistandone la fortezza. Nel 1576 fu sconfitto nella prima battaglia di Kizugawaguchi dal clan Mōri, ma il 1578 portò la vittoria nella seconda battaglia di Kizugawaguchi, durante la quale Kuki utilizzò delle navi in ferro per difendersi dalle frecce e dai moschetti delle navi rivali dei Mōri.
Yoshitaka combatté nella campagna di Komaki e Nagakute (1584), assistendo Takigawa Kazumasu nell'assedio di Kanie, contro uno dei castelli di Oda Nobukatsu nella provincia di Ise.
Nel 1587 guidò la flotta di Toyotomi Hideyoshi nella campagna nell'isola di Kyūshū, assieme a Konishi Yukinaga, Wakizaka Yasuharu e Katō Yoshiaki. Tre anni dopo assieme a Wakizaka Yasuharu and Katō Yoshiaki comandò le truppe Toyotomi nell'assedio di Odawara e in quello di Shimoda. Continuò il suo ruolo di comandante navale della flotta di Hideyoshi, dando inizio all'invasione di Korea dalla sua nave Nipponmaru. Fu duramente sconfitto nella battaglia di Myeongryang.
Nella battaglia di Sekigahara, Kuki Yoshitaka lottò al fianco delle forze di Ishida Mitsunari, mentre suo figlio Kuki Moritaka si schierò con Tokugawa Ieyasu. Dopo la sconfitta di Mitsunari, suo figlio gli permise di essere risparmiato da Ieyasu. Sfortunatamente commise seppuku prima della notizia della sua grazia.

lunedì 28 marzo 2011

Kukishinden Ryû

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La scuola di arti marziali Kukishinden Ryû deriva dalla scuola Kukishin Ryû ed è stata creata nel XII secolo. Il primo Soke è stato Izumo Kanja Yoshiteru mentre l'attuale 28° Soke è Masaaki Hatsumi.

Storia

Il nome Kuki fu concesso dall'imperatore Andare-Daigo (Tenno) a Kurando Yakushimaru per aver liberato dal rapimento Ashikaga Takuji durante l'epoca Kamakura dell'era Engan-Ganmen (1336). La sua lotta come un Dio Demonio durante la liberazione fu denominata Kuki. Kurando fonda la scuola col nome di Kukishin Ryû. La scuola fu trasmessa di famiglia in famiglia finché arrivò nelle mani di Izumo Kanja Yoshiteru, che fondò, con la conoscenza anche di altri stili, le scuole Kukishinden Ryû e Shinden Fudô Ryû.

Caratteristiche

Nello studio dello stile della Kukishinden Ryû si possono trovare gli insegnamenti di Amatsu Tatara (Porta del Cielo) dove la traduzione metaforica è l'accesso alla residenza di Dio. Hichi Buko Goshin Jutsu Ryû è la tradizione segreta dell'apertura del fiore per la difesa di sé, in questa tradizione noi troviamo come l'importante studio dell'Amatsu Tatara ha molti aspetti relazionati con le arti, la medicina, la filosofia, la religione, le arti marziali e le strategie.
In Kukishinden Ryû si possono trovare quattro punti base di studio.
  • Kumo Kiri Hibo (cambiando il tempo)
  • Rikujintsu Hibo (modo di migliorare i 5 sensi)
  • Fudô Kanashibari non il jutsu.
  • Kishi di Kiai non il jutsu
Questi punti sono riferiti, per aspetti diversi, nello studio di Amatsu Tatara. La cui parte medica è insegnata a tre membri Bujinkan: Chris Roworth, Dennis Bartram e Doolan Willy. Loro hanno ricevuto il Kaiden (diritto d'insegnamento) come insegnamenti di Hichi Buko Goshin Jutsu Ryû per mano del soke Masaaki Hatsumi.

I capi del Ryu (scuola)

  1. Yasushimasu, Takazane (1336)
  2. Izumo, Kaja Yoshiteru ( )
  3. Izumo, Koshirô Terunobu ( )
  4. Izumo, Matsushirô Teruhide ( )
  5. Izumo, Bungorô Yoshiteru ( )
  6. Izumo, Kanja Yoshitaka ( )
  7. Izumo, Kanja Yoshiteru ( )
  8. Ohkuni, Kisanda Fukasumi ( )
  9. Tsutsumi, Hoki no Kami Noriyama( )
  10. Yozan Ukan Genchôbô( )
  11. Arima, Kawachinosuke Masayoshi ( )
  12. Ohkuni, Ogenta Yukihisa ( )
  13. Kazama, Shinkuro Hidechika ( )
  14. Ohkuni, Kihei Shigenobu ( )
  15. Ohkuni, Yakuro ( )
  16. Ohkuni, Tatodayu ( )
  17. Ohkuni, Kihyoe ( )
  18. Ohkuni, Yozaemon ( )
  19. Nakayama, Jinnai ( )
  20. Ohkuni, Buzaemon ( )
  21. Hakayama, Kamemon ( )
  22. Ohkuni, Kamahura ( )
  23. Yagi, Jigero Hisayashi ( )
  24. Fujita, Togoro ( )
  25. Mizuta, Tadefuza ( )
  26. Ishitani, Takagage Matsutaro ( ) ( - 1907)
  27. Takamatsu, Toshitsugu (1907) (1888.03.01 - 1972)
  28. Hatsumi, Masaaki (1968) (1931.12.02 - )

domenica 27 marzo 2011

Masaaki Hatsumi

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Masaaki Hatsumi (初見良昭 Hatsumi Masaaki; Prefettura di Chiba, 2 dicembre 1931) è un artista marziale giapponese, fondatore ed attuale Soke dell'organizzazione di arti marziali Bujinkan Dojo.

Biografia

Arti marziali

Iniziò a studiare le arti marziali all'età di sette anni e raggiunse in breve il grado d'istruttore di Jūdō, Kendo, Karate e Aikido. Nel dopoguerra fu invitato ad insegnare Judo in una base militare americana.
Successivamente studiò arti marziali da un Maestro di Kobudo, ed in pochi anni d'allenamento, apprese la tecnica del Kobudo. Il Sensei di Kobudo di Hatsumi gli parlò di Takamatsu Toshitsugu, Maestro di grande fama nel mondo delle arti di combattimento e Soke di nove scuole di arti marziali:
  • Togakure-ryū Ninpō Taijutsu (戸隠流忍法体術)
  • Gyokko-ryū Kosshijutsu (玉虎流骨指術)
  • Kuki Shinden Happō Hikenjutsu (九鬼神伝流八法秘剣術)
  • Kotō-ryū Koppōjutsu (虎倒流骨法術)
  • Shinden Fudō-ryū Dakentaijutsu (神伝不動流打拳体術)
  • Takagi Yōshin-ryū Jūtaijutsu (高木揚心流柔体術)
  • Gikan-ryū Koppōjutsu (義鑑流骨法術)
  • Gyokushin-ryū Ninpō (玉心流忍法)
  • Kumogakure-ryū Ninpō (雲隠流忍法)
Per quindici anni Masaaki lavorò durante la settimana nella sua clinica come chiropratico e destinò tutti i fine settimana all'allenamento, recandosi a trecento chilometri di distanza per ricevere i suoi insegnamenti.
Fu attraverso Takamatsu, che Hatsumi imparò l'arte del Taijutsu, un metodo di combattimento basato sul movimento naturale del corpo. Prima della morte del Maestro Toshitsugu, il 2 aprile 1972, Masaaki, nonostante la sua giovane età, divenne il suo successore (Soke) ed erede dell'antiche tradizioni Ninja.
Oggi Hatsumi è il Leader della Bujinkan (Casa del Guerriero Divino), insegna al Budokan di Tokyo ed al Hombu Dojo di Noda-shi, dove alunni di tutto il mondo si recano per praticare il Budo Taijutsu.
Secondo Hatsumi questa disciplina è ricca di temi essenziali per il raggiungimento di un alto livello di difesa personale, di equilibrio e di rispetto dei valori umani, che ci permetterebbe di entrare in armonia con gli altri e con la natura che ci circonda.
L'esperienza che Hatsumi ha accumulato nei suoi anni di vita lo porta ad essere giudicato come l'ultimo vero maestro di Ninjutsu dei nostri tempi. Fu definito personalmente dall'Imperatore come patrimonio nazionale vivente del Giappone.

Altri interessi

Si è laureato in medicina all'Università di Meiji dove ha approfondito anche lo studio del teatro tradizionale, delle arti, della pittura e della cultura giapponese. Ha scritto più di venti libri in lingua giapponese ed inglese di Ninjutsu, di Budo e di poesia ed ha realizzato numerosi video formativi sulle tradizioni Ninja. Ha inoltre preso parte alla realizzazione di molti film, documentari di storia, trasmissioni televisive, nonché come consulente sulle scene di combattimento di famosi film come ad esempio i vari 007.
I suoi quadri sono stati esposti nelle migliori gallerie di New York, ed ha ricevuto inoltre riconoscimenti dal primo ministro inglese Margaret Thatcher, dal principe Carlo d'Inghilterra, dal Re Juan Carlos I di Spagna, dal presidente Bill Clinton e da molti altri leader a livello internazionale per le sue consulenze come stratega nelle tecniche di combattimento ed anche nei metodi di difesa nazionale dei rispettivi paesi di cui questi personaggi rappresentano i massimi livelli di comando.

Riconoscimenti

  • 1986 - Instructor of the Year - Black Belt Magazine
  • 1999 - Social Cultural Distinguished Service Award - Japanese Culture Promotion Society
  • 2000 - World Cultural Grand Prize: Martial Arts Division - World Peace and Culture Association
  • 2001 - Apostolic Blessing - il Vaticano
  • 2001 - Lifetime Achievement Award - USMA International Hall of Fame

Opere

  • Masaaki Hatsumi, Unarmed Fighting Techniques of the Samurai (2008), Kodansha International
  • Masaaki Hatsumi, Japanese Sword Fighting (2006), Kodansha International
  • Masaaki Hatsumi, Advanced Stick Fighting (2005), Kodansha International
  • Masaaki Hatsumi, The Way of the Ninja (2004), Kodansha International
  • Masaaki Hatsumi, Quintin Chambers, Stick Fighting (1981), Kodansha International

sabato 26 marzo 2011

Fascismo giapponese

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Il termine «fascismo giapponese» (in giapponese 日本ファシズム Nihon fashizumu o 天皇制ファシズム Ten'nosei fashizumu, «fascismo imperiale») è usato da alcuni storici per definire il regime politico che governò l'Impero giapponese a partire dall'inizio degli anni trenta del Novecento sino al termine della seconda guerra mondiale, in analogia con le dittature italiana e tedesca dello stesso periodo.
Fu un insieme sincretico di ideologie di estrema destra di origine occidentale, autoritarismo tradizionalista del periodo Meiji e capitalismo di Stato/statalismo economico. Durante questo periodo il Giappone strinse alleanza con la Germania nazista di Adolf Hitler e con l'Italia fascista governata da Benito Mussolini. L'uso del termine è tuttavia oggetto di controversie, tanto che molti autori negano che si possa parlare di fascismo in riferimento al Giappone, preferendo definizioni come militarismo giapponese o ultranazionalismo giapponese. Altri usano il termine utilizzato dalla storiografia giapponese, ossia statismo Showa (国家主義 Kokka shugi) o nazionalismo Showa, dal nome postumo dell'imperatore Hirohito, che regnò fino al 1989. Il regime terminò drammaticamente con la resa del Giappone in seguito agli unici bombardamenti atomici della storia.

Dibattito storiografico

Le differenze più evidenti tra la forma di governo anteguerra giapponese rispetto ai suoi omologhi italiano e tedesco sono:
  • l'assenza di un dittatore carismatico che incarni il rapporto diretto tra popolo e potere;
  • l'assenza di un partito unico sotto il controllo del dittatore;
  • l'assenza di una presa di potere che segni con nettezza il passaggio dalla democrazia alla dittatura, come invece avvenne in Italia con la marcia su Roma e in Germania con l'incendio del Reichstag;
  • l'assenza di una politica economica di stampo socialista revisionista.
Gli storici che sostengono si possa parlare di fascismo anche per il Giappone ribattono in tal modo:
  • la figura del dittatore in Giappone non era necessaria, sostituita da una parte dalla figura sacra dell'imperatore (anche se l'imperatore non era più il protagonista attivo della vita politica giapponese), dall'altra da una divisione del potere deresponsabilizzante e impersonale tra i diversi membri del governo e in particolare tra i funzionari della burocrazia. Alcuni storici anche giapponesi preferiscono parlare di «fascismo del sistema imperiale» o Tennosei-fashizumu;
  • il partito unico non era necessario, stante il già notevole inquadramento della popolazione tramite associazioni civili e politiche legate in vario modo al governo. Inoltre quasi tutti i primi ministri giapponesi in questo periodo storico erano militari, che pertanto giuravano fedeltà fino alla morte all'imperatore;
  • la presa di potere violenta non è avvenuta in quanto il passaggio da una debole democrazia al regime si è realizzato con gradualità, non essendoci in partenza una forte opposizione politica o sindacale da combattere e stroncare, com'era invece in Italia e Germania.
Da segnalare infine che gli storici che sostengono sia legittimo parlare di fascismo anche per il Giappone riservano particolare attenzione alla situazione economica del Paese, per cui i legami tra strutture politiche autoritarie e un'economia basata sugli interessi dei grandi monopoli industriali, specie quelli militari, sarebbero pressoché uguali tra Italia, Germania e Giappone.
Tuttavia è da notare che in Giappone esistevano due partiti dichiaratamente fascisti e riconosciuti come tali dal congresso fascista di Montreux, il Tōhōkai e il Kokumin Domei, partiti assolutamente minoritari e guardati con sospetto dai governanti giapponesi, tanto che nel 1943 il capo del Tōhōkai Seigō Nakano fu arrestato con l'accusa di avere tramato un colpo di Stato per rovesciare il regime di Hideki Tōjō e il partito venne sciolto.
Dopo l'occupazione del Giappone gli Stati Uniti decisero per una democratizzazione controllata del Paese e i principali gerarchi del periodo militarista furono deposti e giudicati con l'eccezione dell'imperatore, che però venne privato di ogni potere reale e del suo stato divino. Tōjō fu invece condannato per crimini di guerra, crimini di aggressione e crimini contro l'umanità e impiccato a Tokyo.

venerdì 25 marzo 2011

Clan Mōri

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Il clan Mōri (毛利氏 Mōri-uji o Mōri-shi) fu una potente famiglia feudale giapponese.
Il capostipite del casato fu Oe Hiromoto (1148-1225) un famoso ed importante seguace di Minamoto no Yoritomo il cui figlio fu Mōri Suemitsu (secc. XII-XIII), che per primo assunse il cognome "Mōri".
Suo nipote Mōri Torachika (+ 1340?) stabilì la famiglia nella provincia di Aki, divenendo signore del castello di Kotozaki (ribattezzato in seguito come Koriyama) nel 1336.
I Mōri divennero poi vassalli del potente clan Ōuchi che dominava una buona regione all'estremità occidentale dell'isola di Honshū.
Questo casato rappresenta il tipico caso di un piccolo clan di vassalli che riesce, per fortuna, abilità e meriti, a sostituirsi ai suoi daimyō. Sono quindi una di quelle nuove casate che approfittarono degli sconvolgimenti del XVI secolo per assurgere a posizioni di potere.
All'inizio del XVI secolo il clan Mōri era guidato da Mōri Hirotomo e passò poi sotto la guida del figlio Okitomo (+1516), che lasciò poi suo erede il figlio Komatsumaru (+ 1523) sotto la tutela del fratello Motonari.
Alla morte di Komatsumaru il valoroso e sagace Mōri Motonari (1497-1571) divenne capo del clan e guidò l'ascesa del casato al prestigio ed al potere, succedendo prima agli Ōuchi (1555) e Amako (1566) arrivando fino nel Kyūshū vicino al clan Ryuzoji e al clan Otomo.
Mōri Terumoto (1553-1625) successe poi al nonno alla guida del clan e si trovò nel difficile periodo del confronto con Oda Nobunaga, Toyotomi Hideyoshi e quindi con Tokugawa Ieyasu, riuscendo a mantenere forte il suo clan in uno dei periodi più difficili della storia giapponese.

Membri famosi del clan

  • Mōri Hirotomo
  • Mōri Okitomo
  • Mōri Motonari
  • Mōri Terumoto

giovedì 24 marzo 2011

Battaglia di Komaki e Nagakute

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La battaglia di Komaki e Nagakute (小牧・長久手の戦い Komaki-Nagakute no Tatakai) fu una serie di battaglie avvenute nel 1584 tra Hashiba Hideyoshi (che diverrà Toyotomi Hideyoshi nel 1586) e l'alleanza tra Oda Nobukatsu e Tokugawa Ieyasu. Sia Hideyoshi che Ieyasu servirono Oda Nobunaga e non ebbero attriti tra loro; questo fu nei fatti il loro unico periodo di ostilità. Nonostante questo episodio della storia sia comunemente ricordato per le sue due più grandi e importanti battaglie, l'evento è spesso chiamato Campagna di Komaki (小牧の役 Komaki no Eki).

Antefatti

Nel 1583, con la battaglia di Shizugatake, Hideyoshi supportò Nobukatsu, secondo figlio di Oda Nobunaga, e sconfisse Shibata Katsuie il quale supportava il terzo figlio di Nobunaga, Nobutaka. Dopo aver vinto la battaglia Hideyoshi invitò Nobukatsu e altri generali alla sua residenza nel castello di Osaka che era stato completato l'anno stesso. Il motivo dell'invito fu per rendere omaggio a Hideyoshi, e avrebbe mutato i ruoli tra Hideyoshi e Nobukatsu a favore del primo. Tuttavia Nobukatsu ignorò gli obblighi verso Hideyoshi e non andò al castello di Osaka. Hideyoshi offrì riconciliazione a tre importanti servitori di Nobukatsu (Tsugawa Yoshifuyu, Okada Shigetaka e Azai Nagatoki), il che fece pensare che il loro supporto fosse cambiato a favore di Hideyoshi. Questo portò Nobukatsu a sospettare dei tre uomini, il quale li fece giustiziare. Queste azioni diedero il pretesto a Hideyoshi per attaccare Nobukatsu e quest'ultimo chiese aiuto a Ieyasu. Il giorno seguente, quando Ieyasu mise in campo le sue forze iniziò la battaglia tra Hideyoshi e l'alleanza Nobukatsu-Tokugawa.

Successione degli eventi

La prima di queste battaglia fu combattuta attorno al monte Komaki e prese il nome di "battaglia di Komaki". Il resto delle battaglie furono combattute presso Nagakute e che diede il nome moderno del conflitto.

Battaglia di Haguro

Il tredicesimo giorno del terzo mese, Ieyasu arrivò al castello di Kiyosu . Lo stesso giorno samurai del clan Oda guidati da Ikeda Tsuneoki si schierarono con Hideyoshi e conquistarono il castello di Inuyama, che era stato costruito da Oda Nobunaga. Ieyasu fu sconvolto nell'apprendere la notizia e si precipitò al castello di Inuyama, arrivando due giorni dopo. Nello stesso momento, Mori Nagayoshi (fratello di Mori Ranmaru, che morì nell'incidente di Honnō-ji con Nobunaga) cercò di conquistare il castello di Kiyosu. Nonostante il feroce fuoco degli archibugi degli uomini di Mori, Sakai Tadatsugu riuscì a fiancheggiare e attaccare Mori dal retro. Mori fuggì, dopo aver subito tremila perdite.
Il sedicesimo giorno del mese, le forze di supporto al castello di Inuyama arrivarono a Haguro. Tuttavia Ieyasu conosceva già le mosse del nemico e ordinò a Sakai Tadatsugu e Sakakibara Yasumasa di guidare 5.000 uomini verso Haguro la sera stessa. La mattina seguente gli uomini di Tadatsugu lanciarono un attacco a sorpresa contro Nagayoshi, le cui truppe riuscirono a malapena a fuggire. Il giorno diciotto, senza aver paura di eventuali nemici, Ieyasu prese il controllo del castello di Inuyama e completò le difese che gli uomini di Tsunneoki avevano iniziato. Ieyasu stabilì nel castello di Komakiyama il suo quartier generale.

Sortita nel Mikawa

Hideyoshi e le sue truppe lasciarono il castello di Osaka il giorno ventuno del mese, e arrivarono al castello di Inuyama il ventisette, e a Gakuden (oggi Inuyama) il primo giorno del mese seguente dove stabilì il suo quartier generale. Erano circa 80.000 gli uomini sotto il comando di Hideyoshi. Ora tutto era pronto per lo scontro diretto, ma nessuno prendeva l’iniziativa. La paura era quella di commettere l’errore di Katsuyori a Nagashino: un attacco frontale contro una posizione troppo fortificata. La situazione di stallo iniziò a spazientire i samurai Toyotomi e fu Ikeda Tsuneoki, il conquistatore di Inuyama, a suggerire una nuova mossa. Visto che la maggior parte delle forze di Ieyasu erano davanti a loro suggerì d'invadere la provincia dei Tokugawa, Mikawa, che probabilmente era poco protetta. La speranza fu che Ieyasu abbandonasse le sue posizioni per tornare a difendere la sua provincia principale.
Ikeda Tsuneoki si mise in marcia al comando di una forza di 20.000 effettivi che fu suddivisa in quattro divisioni così ripartite: all’avanguardia, Ikeda Tsuneoki con 6.000 uomini; divisione di 3.000 uomini sotto Mori Nagayoshi; divisione di 3.000 uomini sotto Hori Hidemasa; alla retroguardia, Hashiba Hidetsugu con altri 8.000 uomini.

Battaglia del castello di Iwasaki

La battaglia del castello di Iwasaki fu combattuta dalle forze di Niwa Ujishige e Ikeda Tsuneoki.
Il settimo giorno del mese Ieyasu scoprì l'accampamento di Hidetsugu a Shinogi (oggi Kasugai) tramite le informazioni avute da agricoltori della provincia di Iga. Ieyasu lasciava Komaki, affidando la difesa a una forza mista (Tokugawa e Oda) di 6.500 uomini, e si lanciò all'inseguimento delle forze Toyotomi. Entrò nel castello di Obata (oggi Nagoya) il giorno successivo e scelse di accamparsi per la sera. All'inizio della mattina successiva, inviò entrambe le forze del clan Niwa e di Sakakibara Yasumasa a inseguire Hidetsugu. Hidetsugu riprese la sua marcia all'ottavo giorno dopo aver sentito l'ingresso di Ieyasu al castello di Obata, ma la mattina seguente la situazione cambiò molto rapidamente. Ikeda Tsuneoki guidò un attacco al castello di Iwasaki ma fu respinto. Il furioso Tsuneoki lanciò così un altro assalto totale al castello. Anche se i difensori si batterono con coraggio, il castello cadde.
Durante la battaglia Mori Nagayoshi, Hori Hidemasa e Hidetsugu fermarono le loro forze nelle attuali città di Owariasahi, Nagakute e Nisshin in attesa di scontrarsi con Ieyasu.

Battaglia di Hakusanmori

Nel momento in cui Ikeda Tsuneoki fu inizialmente respinto al castello di Iwasaki, Toyotomi Hidetsugu mosse le sue forze a Hakusanmori (oggi Owariasahi) per riposarsi, ma fu qui che incontrò le forze di Ieyasu e Sakakibara Yasumasu. La retroguardia di Hidetsugu andò in frantumi e fu messa in rotta da un attacco a sorpresa di Ieyasu. Hidetsugu stesso riuscì a fuggire per miracolo.
Fu in questa battaglia che molti membri del clan Kinoshita (incluso Kinoshita Sukehisa padre della moglie di Hideyoshi) morirono.

Battaglia di Hinokigane

Successivamente alla battaglia di Hakusanmori, Tokugawa fortificò il monte Komaki, creando una situazione di stallo. Così Ikeda Tsuneoki, uno dei comandanti di Toyotomi Hideyoshi, decise di iniziare le incursioni nella vicina provincia di Mikawa con un'armata di 22.000 uomini. Tokugawa previse questa mossa e guidò una forza all'inseguimento delle forze di Tsuneoki. Mizuno Tadashige guidò la retroguardia Tokugawa contro le forze Ikeda e il rumore della battaglia allertò Hori Hidemasa, a capo di una delle divisioni di Hideyoshi.
Hidemasa cercò di portare aiuto ai suoi alleati, prendendo posizione su una collina nei pressi di Nagakute. Gli uomini di Mizuno attaccarono ma furono respinti con pesanti perdite e caricati furiosamente dalle truppe di Hidemasa che divise in due tronconi lo schieramento Tokugawa. Proprio in quel momento arrivò il grosso dell'esercito comandato da Ieyasu alle spalle di Hidemasa che mise in rotta velocemente i samurai Toyotomi.
Nel frattempo anche le divisioni di Ikeda e Mori erano tornate indietro, marciando verso il rumore della battaglia di Nagakute. Ieyasu distribuì il suo contingente di 9.000 uomini circa in due divisioni, assumendo il comando del fianco destro con circa 3.000 uomini e dando a Ii Naomasa il comando di quello sinistro con 3.000 dei suoi "diavoli rossi". La riserva fu affidata a Oda Nobukatsu con i suoi 3.000 effettivi.
Di fronte a loro, Ikeda Tsuneoki divideva le proprie truppe di 9.000 uomini lasciando il comando dell’ala destra (4.000 uomini) ai due figli Terumasa e Yukisuke, mentre sulla sinistra schierava i 3.000 di Mori Nagayoshi e poneva i propri 2.000 di riserva, comandati da lui stesso.

Battaglia di Nagakute

La battaglia iniziò quando gli uomini di Ikeda aprirono il fuoco con i loro archibugi sulle truppe del clan Ii delle forze Tokugawa. Mori Nagayoshi aspettò che Ieyasu mandasse rinforzi al fianco sinistro per poterlo poi colpire aggirandolo sul fianco. Tuttavia Tokugawa attaccò frontalmente con ferocia. Mori Nagayoshi, nel tentativo di galvanizzare i suoi uomini di che iniziavano a vacillare, cavalcò col proprio stendardo davanti alle proprie linee e fu ucciso da un colpo di archibugio. Nobukatsu ne approfittò e caricò sul fianco le linee rimaste senza comandante. Tsuneoki mandò rinforzi sulle linee sinistre traballanti ma arrivarono in ritardo e furono anche loro messe in rotta. Nobukatsu a quel punto puntò sulle poche truppe rimaste di riserva comandate da Tsuneoki in persona. Tsuneoki e suo figlio Yukisuke persero la vita mentre l'altro figlio Terumasa riuscì a ritirarsi.
A battaglia terminata raggiunsero il campo di battaglia i rinforzi di Hideyoshi che erano stati efficacemente rallentati da Honda Tadakatsu. Ieyasu decise di ritirarsi, non volendo rischiare ulteriori vittime, e tornò a Komaki.

Conseguenze

Con Ieyasu saldamente trincerato nei suoi castelli Hideyoshi decise nei mesi seguenti di attaccare le terre di Oda Nobukatsu nella provincia di Ise. Occupò gran parte delle province di Ise, Iga e Mino, territori che gli garantivano un notevole vantaggio materiale. Da una posizione di forza Hideyoshi riuscì a concludere una pace prima con Nobukatsu e successivamente con Ieyasu.

Nome della battaglia

Durante il periodo Edo, le pubblicazioni dello shogunato Tokugawa si riferivano a queste battaglie come Battaglia di Komaki (小牧陣 Komaki no Jin). Tuttavia ci furono altri documenti che le riferivano come Battle di Iwasakiguchi (岩崎口の戦い Iwasakiguchi no Tatakai). Queste avvennero dove i combattimenti di Nagakute furono chiamati Battaglia di Nagakute (長久手合戦 Nagakute Gassen). Durante il rinnovamento Meiji tutte queste battaglie vennero unificate come battaglia di Komaki e Nagakute (小牧・長久手の役 Komaki-Nagakute no Eki).

mercoledì 23 marzo 2011

Takigawa Kazumasu

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Takigawa Kazumasu (滝川 一益; 1525 – 21 ottobre 1586) è stato un samurai giapponese del periodo Sengoku.
Takigawa Kazumasu (滝川 一益), noto anche come Sakonshōgen (左近将監), fu un samurai servitore di Oda Nobunaga e successivamente di Toyotomi Hideyoshi durante il periodo Sengoku. Suo figlio Toshimasu fu adottato da Maeda Toshihisa a servì più tardi Nobunaga attraverso lo zio adottato Maeda Toshiie.
Originario della provincia di Ōmi, Takigawa fu nominato Kantō-Kanrei (vice-shogun nell'est) da Nobunaga; in quel posto, con una parte della provincia di Kozuke come dominio, gli fu assegnato il compito di tenere sotto controllo il potente clan Hōjō. Assieme a Nobunaga prese parte in molte grandi battaglie, inclusa Anegawa nel 1570, e le campagne contro gli Ikkō-ikki di Nagashima (1571–1574). Queste includono anche le sconfitte nell'assedio di Nagashima e nella battaglia di Tedorigawa.
Dopo la fine dei Takeda nel 1582, a Takigawa furono assegnati dei territori nello Shinano. Con la morte improvvisa di Nobunaga nel 1582, Takigawa fu attaccato e sconfitto nella battaglia di Kanagawa, fuggì nella provincia di Ise ed assieme a molti servitori Oda inizialmente si oppose a Toyotomi Hideyoshi anche se successivamente entrò al suo servizio dopo la loro disfatta.
Assistette Hideyoshi nella campagna di Komaki e Nagakute contro Tokugawa Ieyasu, partecipando all'assedio del castello di Kanie assieme a Kuki Yoshitaka. Dopo il suo debole contributo in questi eventi Takigawa si rasò la testa e divenne un monaco buddhista. Morì probabilmente a Echizen attorno al 1586.
Lo stendardo di Takigawa era composto da tre cerchi rossi disposti verticalmente.

martedì 22 marzo 2011

Agopuntura

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L'agopuntura (針刺, 针刺, zhēncì, in cinese) è una medicina alternativa che fa uso dell'inserzione di aghi in taluni punti del corpo umano al fine di promuovere la salute ed il benessere dell'individuo: secondo la medicina tradizionale cinese, stimolando questi punti si possono correggere gli squilibri nel flusso del qi attraverso canali conosciuti come "meridiani".
L'origine dell'agopuntura in Cina è incerta. I primi riferimenti bibliografici a questa pratica sono presenti nell'antico testo cinese Huangdi Neijing, il leggendario Canone di Medicina Interna dell'Imperatore che fu compilato tra il 305 ed il 204 a.C.. Prima di ciò, è ipotizzabile che venissero utilizzati strumenti in pietra o in osso, e quindi assolutamente lontani dalla visione che abbiamo oggi della pratica.
La pratica si diffuse secoli fa in molte parti dell'Asia; essa è inclusa nel corpo teorico-pratico della medicina tradizionale cinese[5], di cui costituisce una delle sue 5 componenti (insieme a dieta, fitoterapia, massoterapia e le ginnastiche psicofisiche quali Qi Gong e Tai Chi); alcune sue forme sono anche descritte nella letteratura della medicina tradizionale coreana (nella quale viene chiamata yakchim) come pure in India.

Storia

La data di inizio precisa dell'utilizzo dell'agopuntura in Cina e la sua evoluzione dai primi tempi sono temi incerti. Una tradizione è che alcuni soldati, feriti da frecce in battaglia, siano stati così guariti da malanni cronici che non erano altrimenti trattabili, ed esistono anche altre varianti su questo tema. In Cina sono state ritrovate pietre affilate, conosciute come Bian shi, suggerendo che la pratica possa essere datata al neolitico o forse anche prima, all'età della pietra. Sono stati trovati geroglifici e pittogrammi, risalenti alla dinastia Shang (1600 – 1100 a.C.), che suggeriscono come l'agopuntura fosse praticata insieme alla moxibustione; è stato anche ipotizzato che l'agopuntura possa avere le sue origini nel salasso o nella demonologia. Nonostante i miglioramenti nella metallurgia nel corso dei secoli, fu solo dopo il II secolo a.C., durante la dinastia Han, che gli aghi in pietra ed osso vennero sostituiti dagli aghi di metallo. I primi esempi di aghi in metallo sono stati trovati in una tomba datata 113 a.C., anche se il loro uso potrebbe non necessariamente essere stato l'agopuntura.
Il primo esempio di utilizzo di un "meridiano" invisibile per la diagnosi ed il trattamento risale al secondo secolo a.C., ma non viene menzionato l'uso di aghi, mentre il più antico riferimento all'inserimento di aghi terapeutici si ha nel testo antico Shiji (史記; tradotto come Memorie Storiche) che però non menziona i meridiani, e potrebbe essere un riferimento all'incisione drenante degli ascessi, piuttosto che all'agopuntura. I testi Mawangdui, anch'essi risalenti al II secolo a.C. (anche se anticipano lo Shiji), citano l'uso di pietre appuntite per aprire ascessi, e la moxibustione, ma non l'agopuntura. Tuttavia, a partire dal II secolo a.C., l'agopuntura sostituì la moxibustione come trattamento primario per le condizioni sistemiche.
La prima testimonianza scritta di agopuntura si trova nel Huangdi Neijing (黄帝内经; tradotto come Canone di Medicina Interna dell'Imperatore), datato circa 300 a.C.. Non c'è distinzione tra agopuntura e moxibustione, e viene data la stessa indicazione per i due trattamenti.
La pratica dell'agopuntura si estese dalla Cina alle aree ora facenti parte di Giappone, Corea, Vietnam e Taiwan, differenziandosi dalle più rigide teoria e pratica adottate nella medicina tradizionale cinese sulla terraferma; Un gran numero di contemporanei al di fuori della Cina seguirono queste pratiche non tradizionali, specialmente in Europa. La Corea è ritenuta il primo paese in cui l'agopuntura si diffuse al di fuori della Cina: in Corea, secondo la leggenda l'agopuntura è stata sviluppata dal leggendario imperatore Dangun, anche se è più probabile che sia stata importata da un prefetto coloniale cinese. In Cina, tra la dinastia Han e la dinastia Song, furono scritte circa novanta opere sull'agopuntura, e l'imperatore Song Ren Zong, nel 1023, ordinò la produzione di una statuetta di bronzo raffigurante i meridiani ed i punti di agopuntura allora in uso. Tuttavia, dopo la fine della dinastia Song, l'agopuntura perse valore ed iniziò a essere vista come una professione tecnica, in opposizione alla professione più teorica dell'erboristeria.
I missionari portoghesi nel XVI secolo furono tra i primi a portare racconti di agopuntura dall'Oriente. Jacobus Bontius, un chirurgo olandese che viaggiò in Asia, descrisse la pratica sia in Giappone che a Giava. Tuttavia in questo periodo in Cina la pratica veniva sempre più associata alle classi inferiori ed analfabete. Nel 1674, Hermann Buschoff, un sacerdote olandese di Batavia, pubblicò il primo libro sulla moxibustione (dal giapponese mogusa) per la cura dell'artrite. Il primo trattato occidentale sull'agopuntura fu pubblicato nel 1683 da Willem ten Rhijne, un medico olandese che aveva lavorato presso l'emporio olandese Dejima a Nagasaki per due anni. Nel 1757 il medico Xu Daqun descrisse l'ulteriore calo dell'agopuntura, descrivendola come un'arte perduta, con pochi esperti ad insegnarla; il declino fu attribuito in parte alla popolarità delle prescrizioni e dei farmaci, e in parte alla sua associazione con le classi inferiori.
Nel 1822, un editto dell'imperatore cinese vietò la pratica e l'insegnamento dell'agopuntura nell'Accademia Imperiale di Medicina, perché inadatta alla pratica degli studenti nobili. In questo periodo, l'agopuntura era ancora citata ancora in Europa con tanto scetticismo quanta ammirazione, con pochi studi e solo una piccola quantità di sperimentazioni.
Attorno agli inizi del XX secolo, nessun documento sull'agopuntura faceva riferimento ai "punti dell'agopuntura": gli aghi venivano semplicemente inseriti in prossimità del punto di dolore; i Qi erano originariamente i vapori derivanti dal cibo, ed i meridiani erano dei canali anatomici o i vasi sanguigni. Un francese, George Soulié de Morant, fu il primo a usare il termine "meridiano" e ad identificare il termine Qi con "energia", nel 1939.
Nei primi anni dopo la guerra civile cinese, i leader del Partito Comunista di Cina ridicolizzavano la medicina tradizionale cinese, tra cui l'agopuntura, considerandola superstiziosa, irrazionale ed arretrata, sostenendo che essa fosse in conflitto con la dedizione del partito verso la scienza come strada del progresso. Il presidente del partito comunista Mao Zedong poi cambiò questa posizione, dicendo che «la medicina cinese e la farmacologia sono un grande tesoro e si dovrebbe compiere sforzi per esplorarle ed elevarle ad un livello superiore». Sotto la guida di Mao, in risposta alla mancanza di medici moderni, l'agopuntura venne riscoperta e la sua teoria riscritta per rispettare le necessità politiche, economiche e logistiche di provvedere alle esigenze mediche della popolazione della Cina. Più tardi la teoria della medicina tradizionale degli anni '50 fu riscritta nuovamente, su insistenza di Mao, come una risposta politica alla mancanza di unità tra medicina cinese tradizionale e scientifica, e per correggere il presunto «pensiero borghese dei medici in medicina occidentale».
L'agopuntura ottenne attenzione negli Stati Uniti quando il presidente Richard Nixon visitò la Cina nel 1972. Durante parte della visita, alla delegazione fu mostrato un paziente, mentre veniva sottoposto ad un intervento di chirurgia maggiore completamente sveglio, apparentemente trattato con l'agopuntura piuttosto che con un'anestesia. Più tardi fu scoperto che i pazienti selezionati per la chirurgia avevano sia un'alta tolleranza al dolore, che ricevuto un pesante indottrinamento prima dell'operazione; questi casi dimostrativi spesso ricevevano anche morfina surrettiziamente attraverso una somministrazione endovenosa, che agli osservatori era stata detta contenere solo liquidi e sostanze nutritive. L'utilizzo dell'agopuntura come anestesia per la chirurgia cadde in disgrazia in Cina con l'avvento dei chirurghi scientificamente addestrati. Una delegazione del Committee for Skeptical Inquiry (Comitato per l'Indagine Scientifica delle Affermazioni sul Paranormale) segnalò nel 1995: «non ci è stata mostrata l'anestesia per la chirurgia tramite agopuntura, questa a quanto pare è caduta in disgrazia con i chirurghi scientificamente addestrati. Il Dr. Han, per esempio, è stato enfatico nel dire che lui ed i suoi colleghi vedono l'agopuntura solo come analgesico (riduttore di dolore), non come anestetico (agente che blocca tutte le sensazioni coscienti)».
La più grande esposizione mediatica in Occidente avvenne quando il reporter del New York Times James Reston ricevette l'agopuntura a Pechino per un dolore post-operatorio nel 1971, e ne parlò compiaciuto nel giornale. Nel 1972 fu anche istituito il primo centro legale di agopuntura negli Stati Uniti, a Washington; durante il 1973-1974, questo centro accolse fino a più di mille pazienti. Nel 1973 l'istituto del Tesoro americano Internal Revenue Service permise la detrazione delle spese di agopuntura come spese mediche.
Agopuntura e moxibustione della Medicina Tradizionale Cinese sono state dichiarate Patrimonio Culturale dell'Umanità dall'UNESCO nel 2010, classificate tra i Patrimoni orali e immateriali dell'umanità.

Agopuntura primitiva in Europa

In Europa, gli esami sul corpo mummificato di Ötzi, la Mummia del Similaun, vecchio di quasi 5000 anni, hanno individuato 15 gruppi di tatuaggi, alcuni dei quali sono proprio situati su punti che ora sono visti come punti di agopuntura contemporanea. Questa scoperta è stata dichiarata prova che in Eurasia durante l'età del bronzo si ricorresse a pratiche simili all'agopuntura.

Teorie

L'agopuntura considera il corpo umano come un insieme che coinvolge numerosi "sistemi funzionali" che sarebbero in molti casi associabili approssimativamente ad organi fisici. Alcuni di questi sistemi funzionali come il san jiao non hanno però organi fisici corrispondenti. La malattia viene interpretata come la perdita dell'omeostasi tra i vari sistemi funzionali, ed il trattamento della stessa viene tentato modificando l'attività di uno o più di questi sistemi, mediante l'azione degli aghi, della pressione, del calore, ecc. in parti sensibili e di piccole dimensioni del corpo dette punti di agopuntura o xue (, cavità in cinese).
La teoria generale dell'agopuntura è basata sul presupposto che le funzioni corporee sono regolamentate da un'energia chiamata qi che scorre attraverso il corpo; le interruzioni di questo flusso sono ritenute responsabili della malattia. Si considera che il dolore indichi un blocco o una stagnazione del flusso del qi; un assioma della letteratura medica dell'agopuntura è "niente dolore, niente blocco; niente blocco, niente dolore". L'agopuntura racchiude una famiglia di procedure che mirano a correggere gli squilibri nel flusso del qi tramite stimolazione di sedi anatomiche (solitamente chiamate "punti di agopuntura" o "agopunti") sulla o sotto la pelle , attraverso una varietà di tecniche. Il meccanismo più comune di stimolazione dei punti dell'agopuntura si avvale della penetrazione nella pelle di sottili aghi metallici, che possono poi essere manipolati manualmente o mediante stimolazione elettrica.
Secondo le teorie degli agopunturisti, esisterebbero dodici canali principali, detti meridiani, che si estendono verticalmente, bilateralmente e simmetricamente; ogni canale corrisponderebbe e si connetterebbe internamente ad ognuno dei dodici zang fu ("organi"). Significa che vi sarebbero sei canali yin e sei yang; vi sono tre canali yin e tre yang che corrono su ciascun braccio, tre yin e tre yang su ciascuna gamba:
  • Secondo tali teorie, i tre canali yin della mano (polmone, pericardio e cuore), cominciano dal petto e viaggiano lungo la faccia interna (principalmente la porzione anteriore) del braccio, verso la mano.
  • I tre canali yang della mano (intestino crasso, san jiao e intestino tenue) iniziano dalla mano e viaggiano lungo la faccia esterna (principalmente la porzione posteriore) del braccio, verso la testa.
  • I tre canali yang del piede (stomaco, cistifellea e vescica) cominciano dal volto, nella regione dell'occhio e discendono lungo il corpo lungo la faccia esterna (principalmente la porzione anteriore e laterale) della gamba, verso il piede.
  • I tre canali yin del piede (milza, fegato e reni) cominciano dal piede e viaggiano lungo la faccia interna (principalmente la porzione posteriore e mediale) della gamba, verso il petto o il fianco.
Il presunto flusso del qi attraverso ciascuno dei dodici canali comprenderebbe una via interna ed una esterna. La via esterna è quella normalmente mostrata su una mappa per l'agopuntura ed è relativamente superficiale. Tutti i punti di agopuntura di un canale risiedono nella sua via esterna. Le vie interne costituiscono il corso profondo del canale nel quale entrano le cavità del corpo e gli organi Zang-Fu correlati. I percorsi superficiali dei dodici canali descrivono tre circuiti completi del corpo.
Il presunto flusso di energia attraverso i meridiani sarebbe il seguente: dal canale "polmone" della mano (taiyin), al canale "intestino crasso" della mano (yangming), al canale "stomaco" del piede (yangming), al canale "milza" del piede (taiyin), al canale "cuore" della mano (shaoyin), al canale "intestino tenue" della mano (taiyang), al canale "vescica" del piede (taiyang), al canale "rene" del piede (shaoyin), al canale "pericardio" della mano (jueyin), al canale San Jiao della mano (shaoyang), al canale "cistifellea" del piede (shaoyang), al canale "fegato" del piede (jueyin), e poi nuovamente al canale "polmone" della mano (taiyin).
(Zang)

(Fu)
polmone

intestino crasso



milza

stomaco



cuore

intestino tenue



rene

vescica



pericardio

San Jiao



fegato

cistifellea



Il trattamento dei punti di agopuntura può essere effettuato lungo i dodici meridiani principali o gli otto addizionali. Dieci dei meridiani principali sono chiamati con nomi di organi del corpo (cuore, fegato, ecc.), due con nomi di cosiddette funzioni corporee (protettore del cuore o pericardio, e San Jiao, riscaldatore triplice). I due più importanti degli otto meridiani "addizionali" sono situati nella linea mediana delle facce anteriori e posteriori del tronco e della testa.
Sta agli agopunturisti decidere quali punti trattare, ponendo domande al paziente e avvalendosi degli strumenti diagnostici della medicina occidentale e della medicina tradizionale cinese, come l'analisi del polso radiale destro o sinistro in tre livelli di pressione applicata.
Ci sono molte altre scuole di teoria dell'agopuntura, tra cui:
  • la teoria Zang Fu,
  • l'agopuntura dei cinque elementi,
  • la terapia dei meridiani giapponese,
  • l'agopuntura medica
  • l'Energetica dei Sistemi Viventi
Vi sono tecniche e discipline che non utilizzano gli aghi, ma si basano sulla stessa teoria dei meridiani e dell'energia, queste tecniche utilizzano la pressione o la digitopressione come lo Shiatsu, il Tuinà, oppure il picchiettamento di punti come l'E.F.T. o il PEAT.
L'agopuntura è utilizzata è anche come strumento di diagnosi delle malattie. L'elettroagupuntura secondo Rheinold Voll misura la variazione di resistenza elettrica in alcuni punti, evidenziando malattie, allergie, resistenza o efficacia di singoli farmaci.

Agopressione

L'agopressione è una tecnica terapeutica appartenente alla branca della cosiddetta Medicina tradizionale cinese, basata sulle stesse idee dell'agopuntura: vi sarebbero dunque nel corpo umano dei canali principali, detti meridiani, che possono essere sollecitati meccanicamente.
L'agopressione viene praticata attuando, normalmente con le dita, una pressione fisica su mano, gomito ed altre parti del corpo. L'agopressione moderna viene fatta anche con strumenti di metallo o punte di legno per riprodurre l'antica tecnica cinese che veniva fatta con ossa di animali appuntite.
La tecnica non è invasiva: come l'agopuntura, l'agopressione viene considerata come una forma di medicina alternativa.

Verifiche sperimentali

A partire dalla fine del XX secolo, l'agopuntura è stata sottoposta ad un'enorme mole di studi scientifici volti ad analizzarne l'efficacia in maniera rigorosa, in modo da escludere l'eventualità che dei risultati positivi siano dovuti al semplice effetto placebo: i pazienti vengono divisi in due o più gruppi, e si confrontano i risultati tra il gruppo sottoposto alla vera agopuntura e quello sottoposto all'inserimento di aghi in posizioni casuali. L'argomento rimane tuttavia ancora controverso, e l'accuratezza di alcuni studi è stata messa in dubbio. I risultati sono a volte contrastanti: ad esempio, studi relativi al trattamento del dolore ne hanno dimostrato l'efficacia limitatamente ad alcuni tipi di dolore e l'inefficacia negli altri.
Nel caso della nausea, studi sistematici hanno concluso che la stimolazione di un particolare punto (con l'agopuntura, la digitopressione o altri metodi) ha effetti antiemetici ai fini della riduzione della nausea post intervento chirurgico.
Non esiste invece alcuna prova scientifica o anatomica che esistano il qi o i meridiani che sono i concetti centrali dell'agopuntura.

Dati OMS

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha effettuato un'analisi dettagliata delle sperimentazioni scientifiche riguardo l'agopuntura valutandone l'attendibilità, «al fine di promuovere l'uso appropriato dell'agopuntura in quegli Stati membri in cui l'agopuntura non è stata ampiamente utilizzata»

Legislazione

In alcuni paesi non ci sono requisiti legali riguardo all'istruzione degli operatori, e chiunque può autoproclamarsi agopunturista, rendendo difficile discernere l'effettivo valore delle licenze e dell'istruzione degli agopunturisti. Molti paesi non conferiscono titoli di agopuntore o non richiedono particolari corsi.

L'agopuntura in Italia

L'agopuntura rientra tra le "medicine e pratiche non convenzionali" ritenute rilevanti da un punto di vista sociale in Italia, sulla base delle indicazioni del Parlamento Europeo e del Consiglio d'Europa nonché in base alla maggiore frequenza di ricorso ad essa da parte dei cittadini, oltre che degli indirizzi medici non convenzionali.
In Italia possono praticare l'agopuntura solo medici e veterinari laureati, poiché la si considera un atto eminentemente medico: «l'Agopuntura, la Fitoterapia e l'Omeopatia costituiscono atto sanitario e sono oggetto di attività riservata perché di esclusiva competenza e responsabilità professionale del medico chirurgo, dell'odontoiatra professionale, del medico veterinario e dei farmacista, ciascuno per le rispettive competenze». Chi la pratica senza questo requisito commette un atto illegale, punibile penalmente (sentenza della Corte di Cassazione, 1982).
Chiunque è stato formato all'estero in Medicina deve sostenere in Italia l'esame di stato per poterla esercitare: centri nei quali l'eventuale agopunturista cinese è "coperto" da un medico italiano o comunque abilitato, sono illegali. Questa posizione si fonda sul principio che qualunque intervento terapeutico debba essere preceduto da una diagnosi corretta. Ciò non toglie che anche il medico debba seguire una formazione precisa per esercitare l'agopuntura, non potendo improvvisarsi.
Il principio era stato ribadito anche a Terni dal Convegno Nazionale della FNOMCeO nel 2002; nonostante alcune proposte di legge risalissero già al 1987, soltanto il 7 febbraio 2013, nella conferenza permanente Stato-Regioni, è stato emanato un accordo che regolamenta sia la qualità della formazione e della pratica dell'agopuntura, sia il riconoscimento legale del profilo professionale di medico agopuntore, istituendo presso gli Ordini professionali provinciali dei medici chirurghi e degli odontoiatri, elenchi dei professionisti esercenti l'agopuntura.
Agopuntura e moxibustione sono inoltre trattate in varie strutture ospedaliere e territoriali italiane.

L'agopuntura nel mondo

L'uso dell'agopuntura per determinate condizioni è stato approvato dal National Institutes of Health (Istituti Nazionali di Sanità) degli Stati Uniti, dal National Health Service del Regno Unito, dalla Organizzazione mondiale della sanità e dal National Center for Complementary and Alternative Medicine. Alcuni scienziati hanno criticato queste scelte come eccessivamente ingenue e non tenenti conto delle obiezioni o critiche mosse alle ricerche effettuate per dimostrare l'efficacia dell'agopuntura.

Cina

In Cina, l'agopuntura e le altre tipologie di medicina tradizionale seguono una propria formazione in facoltà ad essa dedicate.

Giappone

In Giappone, per trattare i pazienti è necessaria una licenza nazionale di agopuntore. La licenza di "Harishi" richiede quattro anni di formazione, in istituti di istruzione professionale.

Germania

Dal 1º gennaio 2007 tutte le assicurazioni sanitarie obbligatorie tedesche pagano, in base ad una decisione del Gemeinsamer Bundesausschuss, l'agopuntura come parte della gestione del dolore cronico della parte bassa della schiena o delle ginocchia (causata da artrite del ginocchio). Il trattamento del mal di testa con l'agopuntura non è stato incluso, in quanto non risulta alcun vantaggio rispetto alla terapia standard. Tutti gli altri trattamenti di agopuntura non sono coperti dalla assicurazione sanitaria obbligatoria, e devono essere pagati autonomamente.

Regno Unito

L'agopuntura non è una professione regolamentata. Il principale organismo per gli standard professionali in agopuntura è il British Acupuncture Council. La British Medical Acupuncture Society è un organo professionale interdisciplinare per operatori sanitari regolari che utilizzano l'agopuntura tra le proprie pratiche; inoltre esiste anche la Acupuncture Association of Chartered Physiotherapists.

Stati Uniti

Gli agopuntori negli Stati Uniti sono tenuti a frequentare un programma accreditato di laurea di tre o quattro anni per ottenere la licenza. Mentre alcune scuole sono accreditate regionalmente, la maggioranza dei programmi di formazione professionali sono accreditati dalla Accreditation Commission for Acupuncture and Oriental Medicine, ACAOM (Commissione di accreditamento per l'agopuntura e la medicina orientale). Ogni stato ha le proprie agenzie di abilitazione e conferisce titoli diversi, che vanno da "Medico agopunturista" in Florida, alla "Licenza di agopuntore" nella maggior parte degli Stati. L'abbreviazione "Dipl. Ac." sta per "Diplomate of Acupuncture" ed indica che il titolare è laureato dal NCCAOM. Ventitré Stati richiedono la certificazione di questo ente.
Un sondaggio tra i medici americani nel 2005 ha mostrato che il 59% ritiene che l'agopuntura abbia "almeno un qualche tipo di efficacia" nel trattamento del dolore. Nel 1996 la Food and Drug Administration ha cambiato lo status di aghi di agopuntura da dispositivi medici di "classe III" a dispositivi medici di "classe II", sottintendendo che gli aghi sono considerati come sicuri ed efficaci se utilizzati in modo appropriato da praticanti abilitati. A partire dal 2004, quasi il 50% degli americani iscritti a piani di assicurazione sanitaria del datore di lavoro sono coperti anche per i trattamenti di agopuntura.

Canada

Nella Columbia Britannica, la pratica dell'agopuntura e della medicina cinese è stata professionalmente disciplinata a partire dal 1996, dal CTCMA. In Ontario, la pratica dell'agopuntura è ora regolata dal Traditional Chinese Medicine Act (2006, S.O.2006, capitolo 27). Il governo è in procinto di istituire un collegio il cui mandato sarà quello di sorvegliare l'attuazione delle politiche e normative relative alla professione.

Australia

L'agopuntura è diventata una professione sanitaria registrata presso la Australian Health Practitioner Regulation Agency (AHPRA) nel luglio 2012. Prima, Victoria era l'unico stato in Australia con una lista di iscrizione governativa ufficiale per l'agopuntura (Chinese Medicine Registration Board of Victoria, CMBV). Nel 2012 la CMBV è diventata il Chinese Medicine Board of Australia ed è attualmente in procinto di istituire regimi di abilitazione alla professione in collaborazione con l'AHPRA.

Nuova Zelanda

L'agopuntura non è una professione sanitaria regolamentata. L'assicurazione statale Accident Compensation Corporation rimborsa i trattamenti di agopuntura effettuati da operatori sanitari regolari e da alcuni agopuntori tradizionali e "laici" che appartengono ad associazioni professionali volontarie.

Critiche

La scelta di una medicina alternativa come sostituzione alle moderne cure mediche standard potrebbe comportare l'inadeguatezza della diagnosi, o del trattamento, di condizioni per le quali la medicina moderna ha una soluzione di maggiore efficacia. Come con le altre medicine alternative, personale disonesto od inesperto potrebbe anche indurre pazienti ad esaurire le proprie risorse finanziarie nel perseguire trattamenti inefficaci.
Codici deontologici dettati da organizzazioni accreditate, come il National Certification Commission for Acupuncture and Oriental Medicine, richiedono ai professionisti di effettuare "tempestivi invii ad altri professionisti sanitari se opportuno".
La comunità scientifica ha più volte ribadito che i "presupposti" su cui si basa l'agopuntura sono del tutto privi di valore scientifico. Il NCAHF (National Council Against Health Fraud) nel 1990 ha pubblicato uno studio secondo il quale «La ricerca durante gli ultimi venti anni ha fallito nel dimostrare che l'agopuntura sia efficace contro qualunque malattia» e che «gli effetti percepiti dell'agopuntura sono probabilmente causati da una combinazione di aspettative, suggestione, revulsione, condizionamento e altri meccanismi psicologici». In parole povere, molti degli effetti benefici percepiti sono probabilmente causati da cambiamenti nello stato d'animo, dall'effetto placebo e dalla fallacia regressiva. Tuttavia i ricercatori hanno evidenziato che questo meccanismo dovrebbe essere studiato ancora meglio, per capirne tutte le implicazioni a livello neuroendocrino.
Secondo una ricerca eseguita dalla neurobiologa Maiken Nedergaard e dai suoi collaboratori presso l'University of Rochester Medical Center e pubblicata sulla rivista Nature Neuroscience, l'agopuntura agirebbe favorendo il rilascio nei tessuti interessati di adenosina, che entra in relazione con i segnali di dolore al cervello.

Rischi ed eventi avversi

L'agopuntura è una tecnica poco invasiva. Il gruppo di studio dei National Institutes of Health, istituzione pubblica statunitense per la ricerca medica, ha rilasciato la seguente dichiarazione riguardo ai rischi associati all'agopuntura: «Effetti collaterali avversi dell'agopuntura sono estremamente ridotti e sicuramente minori dei trattamenti convenzionali». C'è accordo generale sul fatto che l'agopuntura sia sicura se somministrata da operatori qualificati utilizzando aghi sterili e che essa presenti un rischio molto basso di gravi effetti collaterali.
Tuttavia, poiché nell'agopuntura gli aghi penetrano nella pelle, sono comunque procedure invasive e quindi non prive di rischio. Le lesioni sono rare tra i pazienti trattati dai professionisti addestrati in certi paesi. A volte, gli aghi devono, per legge, essere sterili e monouso; in alcuni paesi, gli aghi possono essere riutilizzati se essi sono prima risterilizzati, ad esempio in autoclave. Quando gli aghi sono contaminati, il rischio di infezioni batteriche o di altre infezione ematiche aumenta, come avviene con il riutilizzo di qualsiasi tipo di ago. Anche l'OMS ha pubblicato un documento relativo ai rischi clinici ed alla corretta pratica dell'agopuntura: vengono menzionati rischi infettivi, soprattutto se sono usati aghi multiuso che non sono stati sterilizzati a dovere (i quali potrebbero trasferire infezioni come l'HIV o l'epatite), ed il rischio di provocare ematomi a seguito della puntura accidentale di strutture circolatorie, che può capitare soprattutto se non vengono seguite le indicazioni sulla profondità e l'angolazione dell'infissione.
La stragrande maggioranza degli eventi avversi da agopuntura sono eventi minori, e si stima che si verifichino in circa il 7-12% dei trattamenti, sia negli adulti che nei bambini. Quelli segnalati più comunemente riguardano il sito di inserzione dell'ago: sanguinamento minore (3%), ematoma (2-3%) e dolore da puntura (fino al 3%). Vertigini sono segnalate in circa l'1% dei trattamenti.
Gli eventi avversi gravi sono estremamente rari, nell'ordine di 5 casi su 1 milione e sono di solito provocati da agopuntori scarsamente addestrati o senza licenza. Sono frequentemente causati da un errore medico, e sono estremamente rari e variegati: i più comuni sono le infezioni causate da aghi non sterili e le lesioni da posizionamento improprio degli aghi, come la puntura di una struttura importante o un danno nervoso. La maggior parte dei casi avvengono in Asia, probabilmente riflettendo l'elevato numero di trattamenti eseguiti, od un numero relativamente maggiore di agopuntori scarsamente addestrati. Una revisione sistematica nel 2010 ha calcolato che l'agopuntura, negli anni analizzati, è stata associata ad un numero di decessi pari ad 86, più comunemente a causa di pneumotorace. Le malattie infettive segnalate, dal 1970, includono infezioni batteriche (50 casi) ed epatite B (in più di 80 casi). Anche se molto raramente, nella pratica sono possibili lesioni, per inserimento troppo profondo dell'ago, a qualsiasi sito del corpo, compresi il cervello, qualsiasi nervo, i reni od il cuore. Molti degli eventi avversi gravi non sono intrinseci dell'agopuntura, ma piuttosto causati da cattive pratiche (come punture improprie od aghi non sterili), e questo potrebbe essere il motivo per cui tali complicazioni non vengono rilevate nelle indagini sugli agopuntori adeguatamente addestrati.