martedì 23 marzo 2010

Taijiquan famiglia Yang forma con la spada 32 movimenti

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Il Taijiquan non ha molte armi. Principalmente si dividono in due gruppi: armi lunghe e corte. Le armi corte più comuni sono la spada (in cinese , in pinyin jiàn) e la sciabola (in cinese , in pinyin dāo). La pratica con la spada a due fili (jian) viene chiamata taijijian.

Storia

Il governo cinese stabilì la sottocommissione per il Tai Chi (Physical Education Taijiquan Subcommittee) nel 1955, per fissare una forma corta standard per la spada. La forma classica Yang, infatti, contava 55 movimenti e si faceva necessaria una forma semplificata per favorirne l'insegnamento. Nel 1957 il Comitato Nazionale Cinese per l'Educazione Fisica accolse le raccomandazioni della sottocommissione: la forma semplificata da 32 movimenti veniva adottata nelle classi di ginnastica e di wushu come corso basico di spada di Taijiquan. Questa standardizzazione e la grande diffusione della forma da 32 in Cina ha segnato il suo successo ed è oggidì forse la più popolare forma con la spada.

Durata

La forma con la spada 32 movimenti, sequenza del Taijiquan Stile Yang, generalmente viene eseguita in 3-4 minuti.

Nomi dei movimenti della spada

Quelli che seguono sono i nomi in cinese, in pinyin e tradotti in italiano, come designati dalla Commissione Cinese per l'Educazione Fisica

Nome in cinese
pinyin
Nome in italiano
0
起势
qǐ shì
Dare il via all'energia
1
三环套月
sān huán tào yuè
Circondare la luna con tre anelli
2
魁星势
kuí xīng shì
L'Orsa Maggiore
3
燕子抄水
yàn zi chāo shuǐ
La rondine cala sull'acqua
4
右边拦扫
yòu biān lán săo
Bloccare e spazzare, a destra
5
左边拦扫
zuŏ biān lán săo
Bloccare e spazzare, a sinistra
6
夜叉探海
nă zhà tàn hăi
Naza sonda il mare
7
怀中抱月
huái zhōng bào yuè
Abbracciare la luna
8
宿鸟投林
sù niăo tóu lín
Gli uccelli per la notte si sistemano nella foresta
9
乌龙摆尾
wū lóng băi wěi
Il drago nero agita la coda
10
青龙出水
qīng lóng chū shuǐ
Il drago verde esce dall'acqua
11
风卷荷叶
fēng juăn hé yè
Il vento soffia sulle foglie di loto
12
狮子摇头
shīzi yáo tóu
Il leone scuote la testa
13
虎抱头
hŭ bào tóu
La tigre si abbraccia la testa
14
野马跳涧
yě mă tiào jiàn
Il cavallo selvaggio salta il torrente montano
15
小魁星
xiăo kuí xīng
L'Orsa Minore
16
海底捞月
hăi dĭ lāo yuè
Tirar fuori la luna dal fondo del mare
17
犀牛望月
xī niú wàng yuè
Il rinoceronte guarda la luna
18
白猿献果
bái yuán xiàn guŏ
La scimmia bianca offre la frutta
19
左迎风掸尘
zuŏ yíng fēng dăn chén
Spazzolare la polvere nel vento, a sinistra
20
右迎风掸尘
yòu yíng fēng dăn chén
Spazzolare la polvere nel vento, a destra
21
左迎风掸尘
zuŏ yíng fēng dăn chén
Spazzolare la polvere nel vento, a sinistra
22
顺水推舟
shùn shuǐ tuī zhōu
Spingere la barca seguendo la corrente
23
流星赶月
liú xīng găn yuè
La meteora caccia la luna
24
天马飞瀑
tiān mă fēi bào
Il destriero celeste vola sulla cascata
25
挑帘势
tiăo lián shì
Alzare il sipario
26
左车轮
zuŏ chē lún
La ruota, a sinistra
27
右车轮
yòu chē lún
La ruota, a destra
28
大鹏展翅
dà péng zhăn chì
Il grande roc spiega le ali
29
黃蜂歸巢
huáng fēng guí záo
La vespa torna nel nido
30
怀中抱月
huái zhōng bào yuè
Abbracciare la luna
31
风扫梅花
fēng săo méi huā
Il vento spazza il fiore di prugna
32
指南针
zī nán zhēn
La bussola
Fine
抱剑归原
bào jiàn guī yuán
Riportare la spada nella posizione di partenza




lunedì 22 marzo 2010

La setta sessuale del karateka



Fernando Torres Baena abusava degli studenti della sua scuola di karate, a Gran Canaria, ma non di tutti. Preferiva i bambini (dai 9 ai 13 anni) fisicamente graziosi. Supportato dalle sue donne, aveva formato una “famiglia” che si reggeva sul motto “qui tutti con tutti e io con tutti”.



Alla scuola di karate di Fernando Torres Baena, non si insidiavano tutti gli studenti. Solo gli eletti. Il direttore li selezionava in base alla loro bellezza e forma fisica . I favoriti diventavano parte della sua “famiglia”, che controllava in maniera autoritaria dirigendo ciascuno degli atti dei suoi membri. Quando gli studenti crescevano, potevano passare a far parte della catena di comando, e in ogni caso venivano sostituiti da ragazzi più giovani. La macchina manipolatrice si rimetteva in moto. I testimoni e le vittime hanno fornito dichiarazioni concordi nel processo penale del caso di karate. Tutti d’accordo e tutti hanno fornito la stessa versione su quanto stava accadendo all’interno di questa setta sessuale e sportiva in Gran Canaria. Molti non si conoscono fra di loro perché appartenevano a gruppi diversi. Li separano anche 25 anni di distanza. Solo una persona è sempre stata presente in tutte le loro testimonianze: Baena Torres, 53 anni, oltre 30 di esperienza professionale, autoproclamatosi pater familias e leader assoluto.
Coloro che non erano membri della famiglia, vedevano una scuola di karate normale. L’unica cosa visibile a tutti gli allievi e agli istruttori era che il gruppo era molto affiatato e si salutava sempre con un bacio sulla bocca. “Gli interessavano solo coloro che avevano un fisico e un viso aggraziato, specialmente tra i 9 e i 13 anni, che è l’età in cui si inizia a gareggiare“, ha affermato uno dei denuncianti. Il karateka invitava i ragazzini nella sua casa sulla spiaggia di Vargas in Agüimes. Andavano lì in vacanza nei fine settimana con la scusa di fare formazione intensiva. Ma non c’era solo l’allenamento. I ragazzi pulivano la casa, facevano giardinaggio, andavano al mare insieme come se fossero in realtà una grande famiglia che lavorava unita per tutte le faccende domestiche. Faceva parte della formazione, così come il sesso, invitando gli studenti, perché la famiglia “si conoscesse in tutti i suoi aspetti“, e perché in questo modo si potenziava “la vita sportiva e il karate“. Il contesto, come spiegava, era “amore“. E disciplina. Controllava tutto e ordinava chi sarebbe andato a letto con chi ogni notte. La regola generale secondo una delle vittime era: “Qui, tutti con tutti e io con tutti” e chi si rifiutava veniva rimproverato.
Nessuna violenza fisica è stata esercitata sui bambini, secondo quanto rivelato dal rapporto in cui appaiono le dichiarazioni di 55 presunte vittime. I bambini gradualmente assimilavano lo stile di vita di Baena Torres, e si convincevano che il sesso fosse “normale“. I rapporti con i ragazzi non erano mai “forzati in modo esplicito“, ha spiegato il giudice di Las Palmas: è il caso di una donna trentenne che era entrata nella scuola a 13 anni ed era stata una delle prescelte per “far parte della piccola famiglia“. La donna non ha saputo spiegare bene il meccanismo di controllo, ma ha confermato “una manipolazione da parte di Fernando“, in cui caddero tutti. Un’altra testimone, invece, ha spiegato al giudice come Baena Torres introducesse i ragazzi alla sua filosofia di vita, cercando di sostituirsi al rapporto che avevano con i loro genitori ormai “superato” e che “non poteva essere chiuso perché avrebbero perso molte possibilità“. Allo stesso tempo, elogiava le loro doti atletiche e gli faceva promesse circa il loro futuro nel karate. Era abituato a manipolare bambini in età impressionabile e desiderosi di successo. Se si rifiutavano partiva il ricatto emotivo: convincerli che erano ingrati e che con il loro atteggiamento ribelle stavano distruggendo il loro futuro.”Fernando aveva il potere di persuasione e la capacità di controllare tutti psicologicamente, e quando notava dubbi e incertezze cominciava a convincerci a tornare all’ovile“.”Io non sapevo come uscire da tutto questo“. Fin qui, il trattamento più gentile. Ma ce n’era un altro più aggressivo. Baena Torres era potente. In tempi recenti è stato il presidente della Federazione di Karate Gran Canaria e direttore di R & S della federazione spagnola. Gli studenti sapevano che se si fossero messi contro di lui non gli sarebbe stato consentito di continuare da nessuna parte. “Se si vuole partire, andare via, lo si può fare ma è meglio dimenticarsi del karate“. I combattimenti, a quanto pare, erano necessari per spezzare la volontà dei minori. Potevano durare fino a tre o quattro ore. “Lui sapeva come fare danni quando non gli obbedivamo“, ha affermato una giovane donna. “Non aveva scrupoli, era interessato alla vita personale dei bambini come se cercasse di scoprire la debolezza di ciascuno”.




Baena Torres aveva sposato la sua prima moglie, Edith, quando lei aveva appena 16 anni. Lui ne aveva 24 e un anno prima, nel 1979, era diventato campione di Spagna di karate kumite. Nel 1981 aveva fondato la sua scuola e aveva introdotto sua moglie ai rapporti sessuali di gruppo. Nel frattempo avevano avuto una figlia. Aveva iniziato a formare a quel tempo una prima famiglia con gli allievi della sua scuola, che portava alla spiaggia di Vargas. Poi la separazione nel 1994. La ex moglie ha ammesso in tribunale di aver partecipato agli abusi perché essa stessa era stata vittima di manipolazioni da parte del marito. Edith dice di essere sicura che Fernando non ha avuto relazioni con i propri figli (tre), né che siano stati coinvolti in sessioni di sesso di gruppo, il che contraddice le dichiarazioni di molti dei denuncianti. Secondo la versione della donna, uno dei ragazzi della “famiglia”, ora 37enne, all’età di 14 anni era a scuola, e aveva rapporti sessuali con i più grandi (lei ha ammesso di aver fatto sesso con lui quando era più giovane), con i piccolini e con Fernando stesso. Come la maggior parte di quelli che obbedivano è poi diventato uno dei leader. Tutto è venuto a galla lo scorso 26 di gennaio, quando una ragazza adolescente ha deciso di parlarne con un professore della sua scuola e con la polizia per impedire che il fratello minore di un compagno di classe, di nove anni, subisse gli stessi abusi. Da qui le accuse. Tre degli imputati, tra cui Baena Torres, la sua fidanzata Maria Jose e un’altra donna sono finiti in carcere negando però ogni addebito. Intanto nella casa sulla spiaggia di Vargas, la polizia ha trovato oggetti sessuali (dildo, film pornografici, hashish, foto oscene di alcune delle vittime, preservativi, vaselina, eccetera) secondo le descrizioni dei testimoni. Le sanzioni saranno molto severe in caso di penetrazioni di qualsiasi tipo, anche perché gli atti sessuali con minori di 13 anni sono illegali in ogni caso, anche se non è stata commessa violenza. La polizia, nel suo rapporto finale al giudice, ha concluso che: “Gli imputati fanno parte di un gruppo organizzato di pedofili (simile al culto di una setta) che hanno usato i loro legami e l’influenza nel mondo del karate per attirare bambini e guadagnare la loro fiducia e ammirazione. Baena Fernando Torres è il leader del gruppo, che per decenni ha compiuto abusi impunemente “. Il rischio ora, per le vittime, è la prescrizione dei reati.



domenica 21 marzo 2010

Collar-and-elbow

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La lotta conosciuta come Collar-and-elbow wrestling è un tipo di lotta tradizionale originaria dell'Irlanda e risalente (secondo lo storico Edward MacLysaght) al XVII secolo ma con radici nei Giochi di Tailtinn praticati fra il 632 a.C. e il 1169 d.C.
Anche se originario dell'isola celtica, lo stile è fiorito in America seguendo gli immigrati irlandesi. Lo stile viene spesso paragonato al Catch wrestling, al Gouren e allo Judo. Il Collar-and-elbow include un vasto numero di sgambetti, proiezioni, prese, agganci immobilizzazioni e anche alcune forme di sottomissione e colpi di tibia.

sabato 20 marzo 2010

Dàoshēng

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Dàoshēng (道生, Wade-Giles: Tao-sheng; giapponese: Dōshō; 355 – 434) è stato un monaco buddhista e traduttore cinese.
Fu un monaco buddhista cinese e traduttore di testi dal sanscrito al cinese.

Biografia

Si conosce poco dei primi anni di vita di questo importante monaco cinese, le cronache monastiche ci dicono che studiò sotto Zhū Fǎtài (竺法汰, 320 – 387), un discepolo del famoso monaco Dào'ān (道安, 312-385), a Nanchino capitale della dinastia dei Jin orientali.
Nel 397 si trasferì nel monastero di Dōnglín (東林, situato ai piedi del Monte Lu), fondato da un altro discepolo di Dào'ān, Huìyuan (慧遠, 334-416), di cui divenne allievo. Il quel periodo risiedeva nel monastero di Dōnglín anche il monaco kashmiro Saṃghadeva (IV secolo), grande cultore e traduttore di testi della scuola Sarvāstivāda, che furono studiati in modo approfondito da Dàoshēng.
Nel 406, Dàoshēng lasciò il monastero di Dōnglín e per trasferirsi a Chang'an dove studiò presso Kumārajīva i testi del Saddharmapuṇḍarīkasūtra (Sutra del Loto cin. 妙法蓮華經 Miàofǎ Liánhuā Jīng) e del Vimalakīrtinirdeśasūtra (L'insegnamento di Vimalakīrti, cin. 維摩結經 Wéimójiéjīng).
Nel 407 Dàoshēng decise improvvisamente di tornare nel monastero di Dōnglín portando con sé un testo di un altro allievo di Kumārajīva, Sēngzhào (僧肇, 374-414), il Boruowuzhilun (La saggezza non è conoscenza, poi raccolto nello 肇論 Zhàolùn, Trattati di Sēngzhào, T.D. T 1858.45.150c-161b), diffondendo così nel monastero di Dōnglín le riflessioni dottrinali di Sēngzhào.
Alcuni anni dopo ripartì nuovamente questa volta per Nanchino dove incontrò Fǎxiǎn che stava traducendo il Mahāyāna Mahāparinirvāṇa-sūtra (Sutra mahayana del Grande passaggio al di là della sofferenza). In questa circostanza Dàoshēng avviò un'aspra polemica dottrinale sulla dottrina degli icchantika che, secondo una prima e incompleta traduzione del Mahāyāna Mahāparinirvāṇasūtra, risultavano essere coloro i quali, per via delle loro brame, non potevano mai più aspirare alla liberazione buddhista. Questa lettura sulla natura degli icchantika contraddiceva, secondo Dàoshēng, l'universale possibilità di salvezza per tutti gli esseri senzienti. Non solo, la descrizione di un nirvana "permanente, gioioso e personale" così come descritto nella prima traduzione del Mahāyāna Mahāparinirvāṇa-sūtra contraddiceva, sempre secondo Dàoshēng, l'insegnamento madhyamaka di un nirvāṇa "vuoto" ovvero privo di attributi. Queste aspre polemiche costrinsero Dàoshēng ad abbandonare Nanchino e a fare ritorno al monastero di Dōnglín sul Monte Lu. Tuttavia, nel 430, giunse a Nanchino una nuova e completa traduzione del Mahāyāna Mahāparinirvāṇasūtra operata da Dharmakṣema (385-433) nel 421. Questa nuova traduzione, completa degli ultimi otto capitolo mancanti in quella operata da Fǎxiǎn, garantiva esplicitamente la salvezza buddhista anche agli icchantika, dando quindi piena ragione alle precedenti interpretazioni di Dàoshēng. Invitato a rientrare a Nanchino, Dàoshēng morì nel 434 nel monastero di Dōnglín sul Monte Lu.

La dottrina

Sono giunte fino a noi poche opere di Dàoshēng. Il suo pensiero ci è tuttavia noto grazie a opere di altri autori e questo ci consente di delineare il pensiero buddhista cinese del V secolo Sēngzhào lo cita ripetutamente nei suoi commentari, da questi e da opere successive sappiamo che Dàoshēng aveva assimilato la dottrina delle "Due Verità" (sans. satyadvaya, cin. 二諦 èr dì) di impronta madhyamaka probabilmente insegnategli da Kumārajīva.
Secondo Dàoshēng l'universo è retto da un principio morale indivisibile (cin. ) che corrisponde al Dharma (cin. ) che tuttavia è vuoto (cin. kōng) di proprietà inerente e privo di esistenza propria (cin. ). Il Buddha (cin. ) è la concretizzazione di questo Dharma, e partecipa insieme a tutti gli esseri della realtà del dharmakāya (cin. 法身 fǎshēn). Buddha e esseri senzienti (cin. . 衆生 zhòngshēng) partecipano della stessa natura, la natura di Buddha (sans. buddhatā, cin. 佛性 fóxìng).
La via spirituale per Dàoshēng corrisponde alla scoperta di questa natura ovvero del vero Sé (cin. 眞我 zhēnwǒ) e quindi dell'illuminazione (cin. ). Fino a Dàoshēng era opinione abbastanza comune tra gli studiosi buddhisti cinesi che tale acquisizione fosse progressiva, per gradi di sempre più perfettibile illuminazione ma, secondo Dàoshēng, l'illuminazione non può che essere una intuizione improvvisa (頓悟 dùnwù).
Secondo una metafora cara a Dàoshēng, la pratica progressiva fondata sulla fede per la stessa pratica consente al frutto di restare sull'albero per la maturazione, ma solo a maturazione conseguita il frutto maturo cade improvvisamente dall'albero. Non vi è tuttavia alcuna gradazione di maturazione: essa o c'è oppure non c'è. Quindi Dàoshēng rifiuta sia l'illuminazione progressiva predicata da Huìguān (慧觀, IV-V secolo) sia di un ulteriore approfondimento dell'illuminazione, una volta essa raggiunta, predicata da Dào'ān.
Nel suo commentario al Sutra del Loto, il Miàofǎ Liánhuā Jīngshū (妙法蓮華經疏), Dàoshēng ammette diversi metodi opportuni (sans. upāya, cin. 方便 fāngbiàn) per insegnare il Dharma agli esseri senzienti a seconda delle loro capacità o delle loro attitudini, in questo senso egli classificò i vari sutra indiani tradotti in cinese.

venerdì 19 marzo 2010

Kōsaka Masanobu

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Kōsaka Masanobu (高坂 昌信; 1527 – 12 giugno 1578), noto anche come Kasuga Toratsuna (春日 虎綱), è stato un samurai giapponese del periodo Sengoku.
È anche conosciuto come uno dei ventiquattro generali di Takeda Shingen. È anche accreditato come l'autore del famoso Kōyō Gunkan, che narra le storia della famiglia Takeda e delle sue imprese militari. Comunque diversi studi recenti suggeriscono che altri scrittori usarono il nome di Kōsaka per incrementare la veridicità del libro.

Biografia

Relazione con Shingen

La relazione d'amore con Shingen iniziò nel 1543. In quegli anni avevano rispettivamente 16 e 22 anni. Questo tipo di relazioni erano comuni nel Giappone pre-moderno, una tradizione nota col nome di shudo. Un documento conservato nell'archivio storico dell'Università di Tokyo documenta l'impegno di Shingen di non legarsi sentimentalmente a nessun altro servitore e la volontà di non recare danno in nessun modo al ragazzo, raccomandandolo agli dei.

Comandante

Kōsaka era conosciuto come uno dei tre Danjō che servirono la famiglia Takeda, assieme a Sanada Yukitaka e Hoshina Masatoshi (Danjō stava per titolo formale, Danjōchū; 弾正忠). Di questi tre, Kōsaka era conosciuto come "Nige Danjō" (逃げ弾正 letteralmente, Danjō difensivo), poiché era un comandante molto cauto ed abile nella ritirata.
Come comandante del castello di Kaizu, Kōsaka giocò un ruolo fondamentale nella quarta battaglia di Kawanakajima. Informò Takeda tramite segnali di fumo dei dell'avvicinamento dell'esercito di Uesugi Kenshin, e poi avanzò verso Saijoyama con l'intento di spingere l'esercito di Kenshin verso la pianura dove Takeda Shingen lo attendeva. Anche se la tattica fallì, Kōsaka guidò i suoi uomini giù dalla collina attaccando l'armata Uesugi alle spalle e salvando Shingen che si trovava in grosse difficoltà.
Durante la campagna di Nagashino fu mandato nel nord dello Shinano per tener occupati gli Uesugi ma marciò frettolosamente a sud per proteggere Katsuyori quando seppe della sua sconfitta.

Ritiro e morte

Kōsaka Masanobu criticò apertamente Katsuyori in numerose occasioni. Per questo fu forzato al ritiro nel 1578 e morì nello stesso anno di malattia.

giovedì 18 marzo 2010

Suizei

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Suizei (綏靖天皇, Suizei Tennō; ... – ...) è stato il secondo imperatore del Giappone.
Nessuna data certa può essere ricondotta al suo regno e lui stesso viene indicato dagli storici come uno degli imperatori leggendari. Nel Kojiki e nel Nihonshoki sono registrati solo il suo nome e la sua genealogia. Si crede generalmente alla sua esistenza storica che viene tuttavia negata da recenti studi. Sizei regnava dal palazzo di Takawoka a Kadzuraki. Secondo le fonti era il figlio dell'imperatore Jinmu.
Immediatamente dopo la sua ascesa al trono, dovette affrontare la ribellione del fratello. Il suo nome significa letteralmente "gioiosa pace salutare".

mercoledì 17 marzo 2010

Seigo Tada

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Seigo Tada (1922-1997), è stato il fondatore del Karate Gojuryu Seigokan.
Gran Maestro (8º Dan), Hanshi, è nato a Kyoto (Giappone), il 18 febbraio 1922.
Nel 1937, impara le arti marziali cinesi interne (Kempo cinese), con Ching Lou a Shanghai.
Unisce l'università Ritsumeikan a Kyoto nel 1939 e il suo club di karate. Lì, ha studiato l'essenza del Goju-ryu Karate-Do con Chojun Miyagi.
Crea la sua propria organizzazione nel 1945, poco dopo la seconda guerra mondiale, la Nihon Seigokan Doshikai.
È la più grande associazione di Karate Gojuryu in Giappone, con più di 200.000 membri, negli anni '60 e '70.
È morto per infarto miocardico nel settembre 1997, nelle braccia di Shihan Makino Kunisan, nel Hombu Dojo (sede centrale), in Himeji, Giappone.