giovedì 17 settembre 2009

Allarme sicurezza Aumentano le donne iscritte ai corsi di autodifesa nella capitale



Le donne che intraprendono un corso di autodifesa sono sempre più numerose. Un fenomeno che nasce da un'’esigenza di maggiore sicurezza e che, in seguito agli ultimi episodi di violenza, sta vivendo un vero e proprio boom. Al riguardo Silvio Izzo non ha dubbi. Titolare della «Special Combat Solution», associazione sportiva specializzata nell'’insegnamento del Krav Maga, un metodo di combattimento corpo a corpo messo a punto dall'’esercito israeliano, Silvio dice che dopo lo stupro di Guidonia le domande d'iscrizione alla sua scuola sarebbero addirittura quintuplicate. Un caso, il suo, per nulla isolato. «Tuttavia - consiglia Marco, una volta terminato il corso di autodifesa che intrattiene settimanalmente a San Giovanni - bisogna tener conto che l’'apprendimento di certe discipline richiede pratica. Non basta uno stage di poche settimane per imparare a difendersi seriamente».
A richiedere tempo non è, come si potrebbe pensare, una questione di preparazione atletica. Sia nel Krav Maga che nello Wing Chun, due metodi di autodifesa molto diffusi nonché estremamente diversi tra di loro, il punto è proprio questo: a differenza delle altre discipline, queste qui in particolare non fanno leva sulla forza fisica. «Abbiamo raggiunto ottimi risultati anche con donne di quarantacinque anni che non avevano mai fatto attività sportiva», raccontano in una scuola di Wing Chun alla Bufalotta. Ma chi è, più precisamente, che si rivolge ai professionisti della difesa fai da te? «Oggi vengono da noi donne di ogni classe sociale, con un'età compresa tra i 17 e i 50 anni», risponde Silvio, l'’istruttore di Krav Maga. Un profilo che testimonia l'’ampiezza del fenomeno e che, nel contempo, lascia intravedere la paura che c'’è dietro tutto questo. Una paura condivisa, che non affiora solamente in una stradina buia e deserta, ma anche alla fermata dell’'autobus, o nel bel mezzo di una festa affollata.
Chi pensa, però, che la prima cosa che le persone imparano frequentando questi corsi sia come stendere il proprio avversario, si sbaglia. La miglior cura, anche in questo caso, è la prevenzione. «Evitare lo scontro, innanzitutto è questo che insegniamo ai nostri allievi», mette subito in chiaro Cristiano Ciotti, uno degli istruttori della scuola di Wing Chun citata in precedenza. «Gli diciamo come tenere sotto controllo la respirazione in una situazione di pericolo, altrimenti si manda troppo ossigeno al cervello e poi di conseguenza ci si sente confusi - prosegue Cristiano -, oppure gli spieghiamo come impostare la voce, affinché l’'aggressore non avverta l’'allarme di chi gli sta di fronte, il che lo metterebbe in una posizione di forza». Il resto sta nelle capacità di osservazione della persona. «Nella mia scuola - racconta Silvio Izzo - insegniamo alla gente a guardarsi sempre intorno. Se, per esempio, uno vede un'’auto parcheggiata, con a bordo due o più uomini e le ruote girate verso l’'esterno, allora è meglio che cambi lato del marciapiede». Se poi lo scontro si fa inevitabile, sia nel Krav Maga che nel Wing Chun la reazione consiste nel colpire i punti deboli. Occhi, gola, genitali. In modo da provocare un arresto temporaneo della respirazione, o una sensazione di svenimento, che consenta alla vittima di allontanarsi senza essere rincorsa. «Quando colpisci in uno di questi punti - conclude Cristiano Ciotti - non importa la forza che ci metti, ma il modo in cui sferri il colpo».



mercoledì 16 settembre 2009

Fūjin

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Fūjin (風神) è una divinità giapponese, dio del vento. Divinità tra le più antiche dello Shintoismo, protegge i cieli da suo fratello Raijin, dio dei fulmini e dei tuoni. Corrisponde al buddista Futen.
Ad Asakusa, insieme al fratello, è il protettore dell'ingresso (la Kaminari-mon) del tempio.

Iconografia

Viene rappresentato con una grossa sacca piena di vento. Il colore del corpo è verde.



martedì 15 settembre 2009

Kuki Moritaka

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Kuki Moritaka (九鬼 嘉隆; 1573 – 28 ottobre 1632) è stato un samurai giapponese del periodo Sengoku.
Kuku Moritaka fu generale e ammiraglio al servizio di Tokugawa Ieyasu, e figlio di Kuki Yoshitaka, uno dei più importanti generali di Toyotomi Hideyoshi.
Negli ultimi anni del XVI secolo Kuki Moritaka supportò Tokugawa Ieyasu nella battaglia di Sekigahara, mentre il padre si schierò al fianco di Ishida Mitsunari. Dopo la vittoria Tokugawa, Moritaka fu confermato come daimyō del feudo della famiglia Kuki nella provincia di Shima, che venne incrementato da 26.000 a 46.000 koku.
Successivamente Moritake restò fedele ai Tokugawa, comandando la loro flotta durante l'Assedio di Osaka nel 1614-1615.

lunedì 14 settembre 2009

Incidente del Tōzen-ji

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Con incidente del Tōzen-ji (東禅寺事件 Tōzen-ji jiken) ci si riferisce a una serie di assalti armati condotti ai danni della legazione britannica in Giappone, occorsi tra il 1861 e il 1862.

Contesto storico

A seguito della firma del trattato di amicizia e commercio anglo-giapponese del 1858, il Tōzen-ji, un tempio buddhista sito nel quartiere di Takanawa di Edo, fu scelto dal console Rutherford Alcock quale sede della legazione britannica in Giappone. L'apertura all'Occidente decisa dal bakufu aveva scatenato una serie di proteste tra i feudatari ed erano in molti quelli che invocavano la restaurazione del potere imperiale e, al tempo stesso, la proscrizione degli stranieri dal suolo giapponese.
Le autorità giapponesi erano contrarie alla scelta di Edo come sede della missione britannica e consigliarono ad Alcock di stabilirsi a Yokohama. Il tempio era situato lungo la Tōkaidō, strada che per la sua posizione e importanza amministrativa risultava spesso trafficata e per questo esposta ad eventuali attacchi. Il 29 gennaio 1860 l'interprete di Alcock, il giapponese Denkichi, fu assassinato di fronte al cancello della legazione, facendo presagire ciò che sarebbe accaduto da lì a un anno.

Eventi

Primo incidente del Tōzen-ji

Il primo attacco si verificò la notte del 5 luglio 1861. Alcuni degli uomini erano rimasti svegli per seguire il passaggio di una cometa, mentre Alcock dormiva nei suoi appartamenti. A guardia della legazione vi era un drappello di sentinelle ma non era stata presa nessuna precauzione particolare. La situazione era tornata alla normalità dopo i fatti del 1860 e nessuno sospettava di un imminente attacco. All'improvviso un gruppo di uomini armati, successivamente identificati come facenti parte del dominio di Mito, assaltarono la missione uccidendo due agenti britannici e ferendone altri dieci, tra cui Laurence Oliphant e George Morrison. Alcock, svegliato di soprassalto da uno dei suoi collaboratori, ebbe tempo di caricare la sua rivoltella e di fare qualche passo prima di udire il trambusto delle colluttazioni e le grida dei feriti. Dopo alcuni istanti di combutta gli assalitori si allontanarono, respinti dai colpi di arma da fuoco.
Nonostante la gravità del fatto i colpevoli rimasero impuniti. Alcock si disse insoddisfatto del livello di protezione fornitogli dalla Royal Navy in Giappone e, in un dispaccio inviato a Lord John Russell il 9 luglio 1861, espresse tutta la sua frustrazione riguardo alla faccenda, ponendo l'accento sull'«impossibilità di ottenere giustizia dagli ufficiali, di qualsiasi rango, per quanto riguarda le questioni importanti e le dispute minori». Motivo di insoddisfazione fu anche la visita del governatore degli affari esteri, deputato dal ministero, che offrì ad Alcock un cesto di anatre e un barattolo di zucchero come risarcimento.

Secondo incidente del Tōzen-ji

Il 23 marzo 1862 Rutherford Alcock lasciò temporaneamente il Giappone per fare ritorno in Inghilterra. Al suo posto fu quindi convocato Edward St. John Neale, che in assenza di Alcock avrebbe rappresentato il Regno Unito sul suolo giapponese. In seguito all'incidente occorso l'anno prima la legazione britannica era stata spostata a Yokohama, ma l'arrivo di Neale determinò il suo ritorno alla vecchia sede del Tōzen-ji, in attesa che venisse eretta una nuova postazione in quel di Gotenyama, vicino Shinagawa.
Neal si accasò al tempio il 12 giugno 1862 insieme a una trentina di uomini, i quali andarono a sommarsi alla scorta di cinquecento guardie giapponesi già presente sul posto. Tali precauzioni, tuttavia, non furono sufficienti per evitare il verificarsi di un secondo assalto, il 26 giugno di quell'anno, in cui persero la vita due britannici. Ad agire era stato uno degli uomini messi a guardia dell'edifico, probabilmente compare dei responsabili dell'attacco dell'anno prima, che successivamente commise seppuku. La legazione britannica fu trasferita nuovamente e Yokohama e, benché il Tōzen-ji funse da temporaneo quartier generale dei britannici durante la restaurazione Meiji, l'episodio sancì il definitivo abbandono del tempio come residenza ufficiale degli ambasciatori britannici in Giappone.

domenica 13 settembre 2009

Dian Wei

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Dian Wei (Juwu, ... – Wancheng, 197) è stato un generale cinese, al servizio di Cáo Cāo, ultimo primo ministro della Dinastia Han e signore della guerra nell'epoca dei Tre Regni.
Guardia del corpo personale di Cáo Cāo, Dian Wei era famoso per la sua enorme forza fisica e per la sua grande abilità nel maneggiare due alabarde bipenni che si dice pesassero 40 jin (circa 20 kg) ciascuna.
Dian Wei combatté nella Battaglia di Wancheng, nella quale Cáo Cāo venne attaccato e costretto alla fuga da Zhang Xiu; con pochi uomini affrontò i nemici per consentire la fuga al suo signore ed alla fine venne ucciso.
Dian Wei è entrato a far parte della storia e della leggenda cinese: oltre ad essere citato nelle cosiddette Cronache dei Tre Regni, uno scritto coevo considerato la fonte ufficiale della storia del periodo, il suo personaggio è uno dei principali del romanzo storico Racconto dei Tre Regni, dello scrittore del XIV secolo Luo Guanzhong, da cui è stata tratta la serie televisiva cinese omonima, ed è stato rappresentato anche nella serie di videogiochi Dynasty Warriors.

sabato 12 settembre 2009

Keiko Fukuda

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Keiko Fukuda (Tokyo, 12 aprile 1913 – San Francisco, 9 febbraio 2013) è stata una judoka giapponese, l'unica donna al mondo ad aver ottenuto il grado di Judan (cintura nera 10º dan).

Biografia

Iniziò a praticare il Judo nel 1935, all'età di 21 anni, su invito del fondatore della disciplina il maestro Jigoro Kano. Kano era stato allievo del nonno di Keiko Fukuda, Hachinosuke Fukuda, che l'aveva iniziato al Tenjin Shinyō-ryū Jujutsu negli anni passati. Keiko Fukuda è stata l'ultima allieva del maestro Kano.
Dopo aver frequentato il Kodokan di Tokyo nel 1953, su invito di un Judo Club di Oakland, fece il suo primo viaggio negli USA. Nel 1966 dopo aver eseguito una dimostrazione al Mills College in California, ricevette un'offerta di lavoro dalla stessa scuola dove insegnò Judo per oltre dieci anni.
Nel 1973, Fukuda ha pubblicato negli Stati Uniti "Born for the Mat" (Nata per la materassina), un manuale dedicato alle donne sull'apprendimento delle forme (kata) del kodokan judo. Al momento è detentrice della cintura nera 9º dan. Il grado le fu attribuito dalla federazione americana nel 2001, per il suo contributo di oltre settanta anni al servizio del judo. Nel gennaio 2006, il Kodokan Judo Institute di Tokyo ha ratificato il suo grado Kudan. È l'unica donna al mondo ad aver detenuto tale grado.
Nel 2005, Fukuda ha pubblicato, sempre negli USA "Ju-No-Kata: A Kodokan textbook, Revised and Expanded from Born for the Mat" (Ju-no-Kata: un manuale Kodokan), un manuale illustrato sul Ju-no-Kata, uno dei sette Kata del Judo.
Ha insegnato al Soko Joshi Judo Club nella Noe Valley (San Francisco, California).
Fukuda ha tenuto corsi in occasione dell'annuale Joshi Judo Camp, da lei fondato nel 1974 al fine di dare alle donne judoka un'opportunità di allenarsi insieme. Il suo motto era "Be strong, be gentle, be beautiful" ("siate forti, siate delicati, siate belli").
È scomparsa il 9 febbraio 2013 all'età di 99 anni.

venerdì 11 settembre 2009

Jurōjin

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Jurōjin (寿老人), conosciuto anche con il nome di Gama è una delle Sette Divinità della Fortuna (shichifukujin 七福神), personaggi della mitologia giapponese. Le altre divinità sono Ebisu, Daikoku, Benzaiten, Bishamonten, Fukurokuju e Hotei. Si tratta della divinità della longevità.

Raffigurazione

Viene raffigurato come un anziano sempre sorridente, con una lunga barba bianca e calvo, porta un bastone e un ventaglio. Spesso viene dipinto in compagnia di un cervo, simbolo di longevità.