domenica 20 settembre 2009

Wong Shun Leung

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Wong Shun Leung (黃淳樑; Hong Kong, 8 maggio 1935 – Hong Kong, 28 gennaio 1997) è stato un importante artista marziale cinese. Era un rispettato insegnante di Wing Chun, nonché allievo di Yip Man.
Partecipò anche alla realizzazione di un film, intitolato
Wing Chun: The science of in-fighting.
Considerato da molti un eccellente combattente per via della sua abilità tecnica e rapidità di movimento, era famoso per essersi guadagnato il titolo di "King of Beimo", che significa "re dei combattimenti-sfida", ossia combattimenti senza regole e protezioni che all'epoca venivano organizzati in modo che ogni combattente potesse testare le proprie abilità e, in caso di vittoria, portare fama e onore al proprio clan di appartenenza.
Wong è stato anche insegnante di Bruce Lee insieme a Yip Man, nonché suo "mentore", in quanto fu il principale responsabile della sua formazione combattiva ai tempi di Hong Kong, introducendolo ai Beimo e aiutandolo a fonteggiare la paura in combattimento.

Biografia

Cominciò ad essere addestrato nelle arti marziali in età adolescenziale. Praticò vari stili, tra i quali Tai Qi Quan e Boxe Occidentale, verso la quale ha sempre avuto un certo interesse, considerandola molto efficace ed importante, in quanto i pugili, al contrario della maggior parte dei praticanti di arti marziali tradizionali, si concentrano sull'attacco senza inseguire le mani dell'avversario. A causa di un disguido con il suo allenatore di pugilato, egli lasciò la palestra di boxe.
Grazie ai racconti di suo padre e di suo nonno, venne a conoscenza del wing chun e dei maestri del passato esperti in questo stile, come Chan Wah Shun e Leung Jan. Egli decise quindi di cercare un insegnante di Wing Chun, per poter toccare con mano questa disciplina. Tramite alcuni amici del fratello, conobbe colui che più tardi sarebbe divenuto il suo ultimo insegnante di arti marziali: Yip Man. Dopo essere stato sconfitto da alcuni allievi minori di quest'ultimo, Wong divenne un membro devoto della scuola Wing Chun. Yip Man, poco tempo dopo, dichiarò che Wong avrebbe impiegato un anno per rendere famoso il wing chun ad Hong Kong. Egli dovette correggersi, in quanto impiegò solo 6 mesi per elevare le sue doti combattive, sconfiggere numerosi avversari appartenenti alle altre scuole di Hong Kong ed elevare il Wing Chun da arte marziale locale semi-sconosciuta ad arte del combattimento stimata da tutti. Grazie alle sue doti di combattente venne soprannominato "Gong Sao Wong" che significa "re del parlare con le mani". Egli partecipò, tra i 18 e i 24 anni, ad almeno una sessantina di incontri, dove secondo i giornali locali e lo stesso Bruce Lee, ne uscì sempre vincitore.
Wong Shun Leung era anche un medico della medicina cinese tradizionale e un calligrafo autodidatta.

Personalità e Insegnamenti

Nonostante la sua fama di combattente e insegnante lo abbia sempre preceduto, egli era una persona piuttosto umile. Ha sempre rifiutato appellativi come maestro o "GrandMaster ", in quanto negli anni sono stai utilizzati in modo spropositato e senza criterio, preferendo essere conosciuto semplicemente come "insegnante". Per quanto riguarda il tema dell'autodifesa, Wong diceva " se imparate il kung fu, il vostro scopo è combattere. Se non potete combattere e vincere, come potete difendervi??" A suo parere è molto più importante esercitarsi duramente anziché perdersi nei miti e leggende che donano un certo alone di mistero al kung fu o a perdersi in inutili stilismi artistici, solo così “ci si trasforma in un Maestro del sistema e non nel relativo schiavo”. Per Wong non fa differenza quanto anziani siete nel sistema, ma quanto abili siete. Egli considerava il Wing Chun un'abilità più che un'arte. Nel descrivere il Win Chun egli disse: "Il W.C. Kung fu è un'arma molto specializzata, una scienza del combattimento, la cui intenzione è di creare l'incapacità totale di un avversario. È diretto,efficiente e mortale". Wong spronava i suoi allievi a non seguire ciecamente l'istruttore copiandolo alla lettera in quanto le differenze d'età, esperienza, costituzione fisica, influenzano il senso in cui uno fa le cose, quindi è importante esprimere se stessi non limitandosi a copiare l'insegnante, altrimenti si ostacolerebbe l'effettivo e genuino miglioramento delle proprie abilità. Dicendo questo, Wong non suggeriva che l'allievo dovesse alterare i principi del wing chun a suo piacimento, al contrario egli promuoveva che nel costante tramandare e nell'esercitare le abilità del Wing Chun, lo si faccia esattamente come egli stesso le ha imparate. Tuttavia, accettava il fatto che ciascuno è diverso e adottava quindi il metodo più realistico per tramandare l'essenza del Wing Chun sotto forma di concetti e principi di base che gli allievi sono liberi di interpretare ed utilizzare adattandoli a sé stessi. Wong Shun Leung ha dedicato buona parte della sua vita a comprendere e sviluppare il Wing Chun, insegnandolo non solo in Asia ma anche nel resto del mondo, promuovendo lo sviluppo di scuole negli altri continenti, insegnando a chiunque avesse intenzione di apprenderle senza badare all'etnia, credo religioso o arte marziale d'appartenenza. La sua filosofia non badava all'estetica ma era pregna di sostanza. Egli affermava di aver raggiunto il suo livello di abilità semplicemente "migliorandosi ogni giorno attraverso l'addestramento".

Testimonianze e opinioni su di lui

  • " Wong Shun Leung è di gran lunga più importante come maestro di wing chun che come figura nella vita di Bruce Lee. Merita di più che essere ricordato come l'ombra di un altro". ( Bey Logan, editore della rivista inglese " Combat")
  • " ... un fenomeno del Wing Chun " . ( Black Belt , rivista statunitense)
  • " .. un comunicatore e maestro di wing chun per eccellenza " . (Fighters, rivista inglese)
  • " Bruce Lee racconta che Wong Shun Leung è uno degli insegnanti di Wing Chun più grandi al mondo " . ( Jesse Glover nel suo libro " Bruce Lee' Non Classical Gung Fu " )
  • " Nel '59 Bruce mi disse che Wong fosse il combattente più grande nello stile Wing Chun e che aveva sconfitto con successo tutti gli sfidanti " . (Jesse Glover)
  • " La prima cosa che notate quando lo osservate è la normalità, è troppo basso e troppo amichevole per essere il leggendario Wong Shun Leung, è soltanto quando si muove o quando vi guarda che rivela la natura e la padronanza che ha acquisito con la disciplina. Dopo, ti sorprendi del suo acuto senso dello humor " . (Bruce Lee)
  • “Quando Bruce tornò ad Hong Kong per la seconda volta, l'unica persona che aveva una chance di fermare un suo attacco era Wong Shun Leung“. (Jesse Glover)

sabato 19 settembre 2009

Matsuo Bashō

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Matsuo Bashō (松尾 芭蕉; Ueno, 1644 – Ōsaka, 28 novembre 1694) è stato un poeta giapponese del periodo Edo.
Nome originale Matsuo Munefusa, probabilmente il massimo maestro giapponese della poesia haiku. Nato nella classe militare ed in seguito ordinato monaco in un monastero zen, divenne poeta famoso con una propria scuola ed allievi, col passare del tempo, sempre più numerosi. Viaggiatore instancabile, descrive spesso nella sua opera l'esperienza del viaggio. La sua estetica fa coincidere i dettami dello zen con una sensibilità nuova che caratterizza la società in evoluzione: dalla ricerca del vuoto, la semplicità scarna, la rappresentazione della natura, fino ad essenziali ma vividi ritratti della vita quotidiana e popolare.
Shizuka sa ya
iwa ni shimi iru
semi no koe
Il silenzio
penetra nella roccia
un canto di cicale
(Haiku di Bashō)



Nomi

Il nome di famiglia del poeta era "Matsuo" ma usualmente lo si chiamava semplicemente "Basho", senza il cognome. Era conosciuto come Kinsaku da bambino e, crescendo, Munefusa. Durante la vita assunse diversi nomi d'arte. Uno dei primi, Tosei, significa pesca acerba (o pesca in blu) un omaggio al poeta cinese Li Bai (李白), il cui nome significa pruno in bianco. Assunse il nome bashō, che significa banano, da un albero ricevuto da un allievo. Si dice che il clima fosse stato troppo rigido perché questo albero potesse portare frutto, e intendeva che lo pseudonimo evocasse l'idea di un poeta inutile, o almeno affezione per le cose inutili.
Romanizzazioni alternative di "Basho" sono rare, ma possono includere Matuo Basyou, utilizzando il Nihon-shiki, o Matuwo Baseu utilizzando una romanizzazione più corrispondente all'ortografia utilizzata durante il periodo in cui egli viveva.

Biografia

La prima neve!
appena da piegare
le foglie dell'asfodelo
Nacque a Ueno, nella provincia di Iga, vicino Kyōto. Era il figlio di un samurai di basso livello e inizialmente lavorò al servizio del signore locale, Todo Yoshitada, che era solamente due anni più vecchio di lui. Entrambi si divertivano a scrivere haiku, e la prima opera conosciuta di Basho risale al 1662. A partire dal 1664 le sue prime poesie furono pubblicate a Kyoto, e fu all'incirca in questo periodo che adottò il nome samurai di Munefusa. Il suo padrone morì nel 1666 e Basho preferì andarsene di casa che servirne uno nuovo. Suo padre era morto nel 1656.
Tradizionalmente si crede che abbia vissuto a Kyoto per almeno parte dei sei anni seguenti; durante questo periodo pubblicò le proprie poesie in numerose antologie. Nel 1672 si spostò a Edo (ora Tokyo). Continuò a scrivere, e dal 1676 era riconosciuto come un maestro dell'haikai, pubblicando un suo "libretto" e giudicando in gare di poesia. Acquisì un seguito di studenti, che costruirono per lui il primo rifugio "Basho" nell'inverno del 1680.
Basho non trovò soddisfazione nel suo successo, e si rivolse alla meditazione Zen. Nell'inverno del 1682 il rifugio venne distrutto da un incendio, e sua madre morì prematuramente nel 1683. Nell'inverno 1683 i suoi discepoli lo omaggiarono di un secondo rifugio, ma rimase insoddisfatto. Nell'autunno del 1684 iniziò un viaggio che in seguito chiamò i ricordi di uno scheletro scosso dalle intemperie (Nozarashi Kiko) - il titolo di un giornale di viaggio con prose e poesie che compose al termine dello stesso. Il percorso lo condusse da Edo al monte Fuji, ad Ise, Ueno e Kyoto, prima di tornare a Edo nell'estate del 1685.
Il suo rapido incedere faceva pensare alcuni che Basho potesse essere stato un ninja. I suoi lunghi viaggi gli permisero di osservare le condizioni nelle varie province e ascoltare le ultime notizie, informazioni di interesse al regnante shogunato Tokugawa, che impiegava dei ninja per queste attività. Il luogo di nascita di Basho nell'area di Ueno della provincia Iga possedeva una ricca tradizione ninja e Basho poteva essere stato una guardia del corpo per Todo Yoshitada anni prima. Comunque, pochi letterati considerano seriamente la possibilità che potesse essere stato una spia per lo shogunato Tokugawa.
Il viaggio sembrò giovargli, nell'allontanare alcuni dei suoi fantasmi, e i suoi scritti dei pochi anni seguenti raccontano del suo piacevole ... Compì un breve viaggio a Kashima nell'autunno del 1687, per osservare di là la luna piena in prossimità dell'equinozio. Di nuovo compose un resoconto dell'escursione: Una visita al Tempio Kashima (Kashima Kiko).
Nell'inverno di quell'anno cominciò il suo seguente lungo viaggio, dopo essergli stato reso un arrivederci che "sembrava quello per un dignitario". Attraversò Ueno, Osaka, Suma, Akashi, Kyoto, Nagoya, le alpi giapponesi e Sarashina, dove vide il plenilunio equinoziale. Il viaggio da Edo a Akashi è raccontato nei Ricordi di un bagaglio consumato (Oi no Kobumi), nel quale espone il suo credo nell'haikai come una fondamentale forma artistica. Il viaggio di Sarashina è descritto in Una visita al villaggio di Sarashina (Sarashina Kiko).
Verso la fine della primavera, nel 1689, cominciò delle escursioni più difficoltose verso le selve dell'Honshu del nord. Fermate in questo viaggio inclusero Nikko Toshogu, Matsushima, Kisagata e Kanazawa, attraversando nell'ultima parte di questo percorso l'isola di Sado. Di nuovo compose un diario di viaggio, Lo stretto sentiero verso il profondo Nord (Oku no Hosomichi), che è dominato dal concetto di sabi: l'identificazione dell'uomo con la natura. Due ulteriori volumi svilupparono l'idea: Ricordi dei sette giorni (Kikigaki Nanukagusa) e Conversazioni a Yamanaka (Yamanaka Mondo).
Dall'autunno 1689 in poi, Basho trascorse due anni visitando amici e compiendo brevi viaggi attorno all'area di Kyoto e del lago Biwa. Durante questo periodo lavorò su una antologia che stava per essere compilata da alcuni dei suoi allievi, tra i quali Nozawa Bonchō, - L'impermeabile della scimmia (Sarumino) - che espresse e seguì i principi estetici ai quali era arrivato durante il viaggio settentrionale.
Nell'inverno del 1691 tornò a Edo per abitare nel suo terzo rifugio Basho, di nuovo omaggiatogli dal suo seguito. Comunque non rimase solo, accolse un nipote e un'amica, Jutei, entrambi di salute cagionevole, ed ebbe una grande quantità di visitatori. Si lamentò in una lettera che questo lo aveva lasciato senza "pace della mente". Nell'autunno del 1693 rifiutò di vedere chiunque per un mese, adottando quindi il principio di karumi o leggerezza: una regola di non attaccamento che gli permetteva di vivere nel mondo ma di sollevarsi dalle frustrazioni.
Basho lasciò Tokyo per l'ultima volta nell'estate del 1694, e passò del tempo a Ueno e Kyoto prima di andare ad Osaka. Lì morì per una malattia allo stomaco, dopo aver scritto il suo ultimo haiku:
viaggiando, malato
la strada dei sogni miei
su una palude prosciugata

Opere

Fu Basho a sollevare l'haiku da un verso volgare, spesso scritto come semplice sollievo, ad una forma seria, imbevuta con lo spirito del buddismo zen. Molti dei suoi haiku erano in effetti le prime tre linee di renga più lunghi (che alcuni critici considerano le sue migliori opere), piuttosto che opere isolate, ma erano stati collezionati e pubblicati da soli molte volte e il suo lavoro fu di grande ispirazione per scrittori successivi come Kobayashi Issa e Masaoka Shiki. Uno dei più famosi haiku attribuitogli (Matsushimaya Aa Matsushimaya Matsushimaya), che trae dalla bellezza indescrivibile della baia di Matsushima, fu in realtà scritto da un poeta successivo del periodo Edo, Tawarabo. Basho preferiva scrivere nel dodicesimo giorno del decimo mese del calendario lunare e utilizzare Shigure (時雨), una fredda pioggia autunnale, come kigo.
Il vecchio stagno!
La rana si tuffa -
Il suono dell'acqua
Basho viaggiò molto estensivamente durante la sua vita, e molti dei suoi scritti riflettono le esperienze dei suoi viaggi: " [...] ed io pure negli anni trascorsi sono stato portato al pensiero di un errare continuo dalla vista di una nube solitaria sospinta dal vento". Il suo libro Oku no Hosomichi (奥の細道, Lo stretto sentiero per il profondo Nord), scritto nel 1694 e largamente ritenuto il migliore, ne è un esempio. In esso, descrizioni in prosa del paesaggio che attraversa sono intervallate con gli haiku per i quali è ora maggiormente conosciuto.

Raccolte di poesie

  • "Hatsu Kaishi" (1686)
  • Haru no hi (1686)
  • Arano (1689)
  • Hisago (1690)
  • Sarumino (1691)
  • Sumidawara (1694)
  • Zoku sarumina (1698, postumo)

Diari di viaggio

  • Nozarashi-kiko (1685)
  • Kashima-kiko (1687)
  • Sarashina-kiko (1688)
  • Oku no hosomichi (1702, postumo)

Curiosità

  • A Bashō è stato intitolato il cratere Bashō, sulla superficie di Mercurio.
  • Basho è anche il nome di un personaggio di Hunter × Hunter. Il suo potere consiste per l'appunto nel far divenire realtà tutto ciò che scrive negli Haiku che compone.
  • Nel film I miei vicini Yamada sono recitate molte poesie di Bashō.
  • Nell'episodio 50 della serie I Predatori del Tempo, il direttore Tonnan e i membri della Pattuglia del Tempo viaggiano fino all'epoca di Bashō per controllare che nulla alteri i suoi viaggi. I Predatori del Tempo invece devono far sì che Bashō componga una delle sue famose poesie di fronte alla Grande muraglia cinese.



venerdì 18 settembre 2009

Liu Pao Ch'ün

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Liu Baojun (劉保軍 (Pinyin) Liu Pao-ch'ün (Wade-Giles); Caozhou, 1892 – 1947) è stato un artista marziale cinese.
Secondo nome (Nome cinese di cortesia, non è chiaro se si tratti di uno Zi o di un hao) Liu Jinchen 刘尽臣.

La vita

Nato nel 1892 nel villaggio Jiaozhuangcun (焦莊村) dell'area di Caozhou. Maestro di Meihuaquan, stile che avrebbe appreso da Kong Qingbiao. Dopo aver lavorato come scorta e guardia del corpo, dal 1925 insegna a Peixian dove muore nel 1947 probabilmente ucciso perché accusato di collaborazionismo con le truppe Giapponesi di occupazione. Sul momento della morte del Maestro Liu Baojun abbiamo una conferma in un'intervista al figlio minore di Chang Dsu Yao, Chang Yu-shin. Nell'intervista si legge:
«(Luigi Caforio): Tuo padre ha più rivisto il maestro Liu Bao Chun? (Chang Yushin): Ricordo sempre il suo rammarico nel cercare invano di incontrarlo, dal momento che i suoi sforzi rimasero inutili. In un periodo in cui gli invasori si erano ritirati e la giustizia cinese cercava i collaboratori con del nemico, senza guardare per il sottile, fu accusata ingiustamente la famiglia del maestro Liu Bao Chun. Mio padre che era un militare tornato dallo Shandon, riuscì a chiarire la vicenda, mostrando le prove dell’innocenza di quella famiglia , salvandola così da morte sicura, da quei processi sommari in cui si vedeva il nemico dappertutto. Del maestro Liu Bao Chun non si seppe mai più nulla.»
(Luigi Caforio, Il capostipite )


Eventi significativi

Nel 1925, in Ottobre, Liu Baojun partecipa ad una competizione a Nanchino, dove viene premiato con un paio di doppie sciabole (shuangdao). Nel 1937, a Peixian, partecipa ad una competizione in cui ottiene come premio uno stendardo con un dardo dorato. Il Maestro Liu è stato allievo diretto di Yang Chengfu evidenza di ciò è il libro Taijiquan shiyongfa di Yang Chengfu stesso, dove nell'elenco dei suoi discepoli appare il secondo nome di Liu Baojun.

Liu ed il Meihuaquan

Egli apparteneva al Ramo della famiglia Bai del Meihuaquan (Baijiazhi Meihuaquan) appreso da Kong Qingbiao, ed era quindicesima generazione. Col suo trasferimento a Peixian vi diffonde questo ramo dello stile, che però viene qui chiamato, in suo onore, Liupai Meihuaquan (Pugilato del Fiore di Prugno della Scuola di Liu). Inizialmente egli insegnò assieme a Li Zhengting, che apparteneva al Luodi Meihuaquan, poi la scuola si separò. Tra i suoi allievi a Peixian si ricordano Chang Dsu Yao, Fang Dunyi (方敦義), Fang Dunle (方敦樂), Zhao Houfu (趙後福), ecc..

giovedì 17 settembre 2009

Allarme sicurezza Aumentano le donne iscritte ai corsi di autodifesa nella capitale



Le donne che intraprendono un corso di autodifesa sono sempre più numerose. Un fenomeno che nasce da un'’esigenza di maggiore sicurezza e che, in seguito agli ultimi episodi di violenza, sta vivendo un vero e proprio boom. Al riguardo Silvio Izzo non ha dubbi. Titolare della «Special Combat Solution», associazione sportiva specializzata nell'’insegnamento del Krav Maga, un metodo di combattimento corpo a corpo messo a punto dall'’esercito israeliano, Silvio dice che dopo lo stupro di Guidonia le domande d'iscrizione alla sua scuola sarebbero addirittura quintuplicate. Un caso, il suo, per nulla isolato. «Tuttavia - consiglia Marco, una volta terminato il corso di autodifesa che intrattiene settimanalmente a San Giovanni - bisogna tener conto che l’'apprendimento di certe discipline richiede pratica. Non basta uno stage di poche settimane per imparare a difendersi seriamente».
A richiedere tempo non è, come si potrebbe pensare, una questione di preparazione atletica. Sia nel Krav Maga che nello Wing Chun, due metodi di autodifesa molto diffusi nonché estremamente diversi tra di loro, il punto è proprio questo: a differenza delle altre discipline, queste qui in particolare non fanno leva sulla forza fisica. «Abbiamo raggiunto ottimi risultati anche con donne di quarantacinque anni che non avevano mai fatto attività sportiva», raccontano in una scuola di Wing Chun alla Bufalotta. Ma chi è, più precisamente, che si rivolge ai professionisti della difesa fai da te? «Oggi vengono da noi donne di ogni classe sociale, con un'età compresa tra i 17 e i 50 anni», risponde Silvio, l'’istruttore di Krav Maga. Un profilo che testimonia l'’ampiezza del fenomeno e che, nel contempo, lascia intravedere la paura che c'’è dietro tutto questo. Una paura condivisa, che non affiora solamente in una stradina buia e deserta, ma anche alla fermata dell’'autobus, o nel bel mezzo di una festa affollata.
Chi pensa, però, che la prima cosa che le persone imparano frequentando questi corsi sia come stendere il proprio avversario, si sbaglia. La miglior cura, anche in questo caso, è la prevenzione. «Evitare lo scontro, innanzitutto è questo che insegniamo ai nostri allievi», mette subito in chiaro Cristiano Ciotti, uno degli istruttori della scuola di Wing Chun citata in precedenza. «Gli diciamo come tenere sotto controllo la respirazione in una situazione di pericolo, altrimenti si manda troppo ossigeno al cervello e poi di conseguenza ci si sente confusi - prosegue Cristiano -, oppure gli spieghiamo come impostare la voce, affinché l’'aggressore non avverta l’'allarme di chi gli sta di fronte, il che lo metterebbe in una posizione di forza». Il resto sta nelle capacità di osservazione della persona. «Nella mia scuola - racconta Silvio Izzo - insegniamo alla gente a guardarsi sempre intorno. Se, per esempio, uno vede un'’auto parcheggiata, con a bordo due o più uomini e le ruote girate verso l’'esterno, allora è meglio che cambi lato del marciapiede». Se poi lo scontro si fa inevitabile, sia nel Krav Maga che nel Wing Chun la reazione consiste nel colpire i punti deboli. Occhi, gola, genitali. In modo da provocare un arresto temporaneo della respirazione, o una sensazione di svenimento, che consenta alla vittima di allontanarsi senza essere rincorsa. «Quando colpisci in uno di questi punti - conclude Cristiano Ciotti - non importa la forza che ci metti, ma il modo in cui sferri il colpo».



mercoledì 16 settembre 2009

Fūjin

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Fūjin (風神) è una divinità giapponese, dio del vento. Divinità tra le più antiche dello Shintoismo, protegge i cieli da suo fratello Raijin, dio dei fulmini e dei tuoni. Corrisponde al buddista Futen.
Ad Asakusa, insieme al fratello, è il protettore dell'ingresso (la Kaminari-mon) del tempio.

Iconografia

Viene rappresentato con una grossa sacca piena di vento. Il colore del corpo è verde.



martedì 15 settembre 2009

Kuki Moritaka

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Kuki Moritaka (九鬼 嘉隆; 1573 – 28 ottobre 1632) è stato un samurai giapponese del periodo Sengoku.
Kuku Moritaka fu generale e ammiraglio al servizio di Tokugawa Ieyasu, e figlio di Kuki Yoshitaka, uno dei più importanti generali di Toyotomi Hideyoshi.
Negli ultimi anni del XVI secolo Kuki Moritaka supportò Tokugawa Ieyasu nella battaglia di Sekigahara, mentre il padre si schierò al fianco di Ishida Mitsunari. Dopo la vittoria Tokugawa, Moritaka fu confermato come daimyō del feudo della famiglia Kuki nella provincia di Shima, che venne incrementato da 26.000 a 46.000 koku.
Successivamente Moritake restò fedele ai Tokugawa, comandando la loro flotta durante l'Assedio di Osaka nel 1614-1615.

lunedì 14 settembre 2009

Incidente del Tōzen-ji

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Con incidente del Tōzen-ji (東禅寺事件 Tōzen-ji jiken) ci si riferisce a una serie di assalti armati condotti ai danni della legazione britannica in Giappone, occorsi tra il 1861 e il 1862.

Contesto storico

A seguito della firma del trattato di amicizia e commercio anglo-giapponese del 1858, il Tōzen-ji, un tempio buddhista sito nel quartiere di Takanawa di Edo, fu scelto dal console Rutherford Alcock quale sede della legazione britannica in Giappone. L'apertura all'Occidente decisa dal bakufu aveva scatenato una serie di proteste tra i feudatari ed erano in molti quelli che invocavano la restaurazione del potere imperiale e, al tempo stesso, la proscrizione degli stranieri dal suolo giapponese.
Le autorità giapponesi erano contrarie alla scelta di Edo come sede della missione britannica e consigliarono ad Alcock di stabilirsi a Yokohama. Il tempio era situato lungo la Tōkaidō, strada che per la sua posizione e importanza amministrativa risultava spesso trafficata e per questo esposta ad eventuali attacchi. Il 29 gennaio 1860 l'interprete di Alcock, il giapponese Denkichi, fu assassinato di fronte al cancello della legazione, facendo presagire ciò che sarebbe accaduto da lì a un anno.

Eventi

Primo incidente del Tōzen-ji

Il primo attacco si verificò la notte del 5 luglio 1861. Alcuni degli uomini erano rimasti svegli per seguire il passaggio di una cometa, mentre Alcock dormiva nei suoi appartamenti. A guardia della legazione vi era un drappello di sentinelle ma non era stata presa nessuna precauzione particolare. La situazione era tornata alla normalità dopo i fatti del 1860 e nessuno sospettava di un imminente attacco. All'improvviso un gruppo di uomini armati, successivamente identificati come facenti parte del dominio di Mito, assaltarono la missione uccidendo due agenti britannici e ferendone altri dieci, tra cui Laurence Oliphant e George Morrison. Alcock, svegliato di soprassalto da uno dei suoi collaboratori, ebbe tempo di caricare la sua rivoltella e di fare qualche passo prima di udire il trambusto delle colluttazioni e le grida dei feriti. Dopo alcuni istanti di combutta gli assalitori si allontanarono, respinti dai colpi di arma da fuoco.
Nonostante la gravità del fatto i colpevoli rimasero impuniti. Alcock si disse insoddisfatto del livello di protezione fornitogli dalla Royal Navy in Giappone e, in un dispaccio inviato a Lord John Russell il 9 luglio 1861, espresse tutta la sua frustrazione riguardo alla faccenda, ponendo l'accento sull'«impossibilità di ottenere giustizia dagli ufficiali, di qualsiasi rango, per quanto riguarda le questioni importanti e le dispute minori». Motivo di insoddisfazione fu anche la visita del governatore degli affari esteri, deputato dal ministero, che offrì ad Alcock un cesto di anatre e un barattolo di zucchero come risarcimento.

Secondo incidente del Tōzen-ji

Il 23 marzo 1862 Rutherford Alcock lasciò temporaneamente il Giappone per fare ritorno in Inghilterra. Al suo posto fu quindi convocato Edward St. John Neale, che in assenza di Alcock avrebbe rappresentato il Regno Unito sul suolo giapponese. In seguito all'incidente occorso l'anno prima la legazione britannica era stata spostata a Yokohama, ma l'arrivo di Neale determinò il suo ritorno alla vecchia sede del Tōzen-ji, in attesa che venisse eretta una nuova postazione in quel di Gotenyama, vicino Shinagawa.
Neal si accasò al tempio il 12 giugno 1862 insieme a una trentina di uomini, i quali andarono a sommarsi alla scorta di cinquecento guardie giapponesi già presente sul posto. Tali precauzioni, tuttavia, non furono sufficienti per evitare il verificarsi di un secondo assalto, il 26 giugno di quell'anno, in cui persero la vita due britannici. Ad agire era stato uno degli uomini messi a guardia dell'edifico, probabilmente compare dei responsabili dell'attacco dell'anno prima, che successivamente commise seppuku. La legazione britannica fu trasferita nuovamente e Yokohama e, benché il Tōzen-ji funse da temporaneo quartier generale dei britannici durante la restaurazione Meiji, l'episodio sancì il definitivo abbandono del tempio come residenza ufficiale degli ambasciatori britannici in Giappone.

domenica 13 settembre 2009

Dian Wei

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Dian Wei (Juwu, ... – Wancheng, 197) è stato un generale cinese, al servizio di Cáo Cāo, ultimo primo ministro della Dinastia Han e signore della guerra nell'epoca dei Tre Regni.
Guardia del corpo personale di Cáo Cāo, Dian Wei era famoso per la sua enorme forza fisica e per la sua grande abilità nel maneggiare due alabarde bipenni che si dice pesassero 40 jin (circa 20 kg) ciascuna.
Dian Wei combatté nella Battaglia di Wancheng, nella quale Cáo Cāo venne attaccato e costretto alla fuga da Zhang Xiu; con pochi uomini affrontò i nemici per consentire la fuga al suo signore ed alla fine venne ucciso.
Dian Wei è entrato a far parte della storia e della leggenda cinese: oltre ad essere citato nelle cosiddette Cronache dei Tre Regni, uno scritto coevo considerato la fonte ufficiale della storia del periodo, il suo personaggio è uno dei principali del romanzo storico Racconto dei Tre Regni, dello scrittore del XIV secolo Luo Guanzhong, da cui è stata tratta la serie televisiva cinese omonima, ed è stato rappresentato anche nella serie di videogiochi Dynasty Warriors.

sabato 12 settembre 2009

Keiko Fukuda

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Keiko Fukuda (Tokyo, 12 aprile 1913 – San Francisco, 9 febbraio 2013) è stata una judoka giapponese, l'unica donna al mondo ad aver ottenuto il grado di Judan (cintura nera 10º dan).

Biografia

Iniziò a praticare il Judo nel 1935, all'età di 21 anni, su invito del fondatore della disciplina il maestro Jigoro Kano. Kano era stato allievo del nonno di Keiko Fukuda, Hachinosuke Fukuda, che l'aveva iniziato al Tenjin Shinyō-ryū Jujutsu negli anni passati. Keiko Fukuda è stata l'ultima allieva del maestro Kano.
Dopo aver frequentato il Kodokan di Tokyo nel 1953, su invito di un Judo Club di Oakland, fece il suo primo viaggio negli USA. Nel 1966 dopo aver eseguito una dimostrazione al Mills College in California, ricevette un'offerta di lavoro dalla stessa scuola dove insegnò Judo per oltre dieci anni.
Nel 1973, Fukuda ha pubblicato negli Stati Uniti "Born for the Mat" (Nata per la materassina), un manuale dedicato alle donne sull'apprendimento delle forme (kata) del kodokan judo. Al momento è detentrice della cintura nera 9º dan. Il grado le fu attribuito dalla federazione americana nel 2001, per il suo contributo di oltre settanta anni al servizio del judo. Nel gennaio 2006, il Kodokan Judo Institute di Tokyo ha ratificato il suo grado Kudan. È l'unica donna al mondo ad aver detenuto tale grado.
Nel 2005, Fukuda ha pubblicato, sempre negli USA "Ju-No-Kata: A Kodokan textbook, Revised and Expanded from Born for the Mat" (Ju-no-Kata: un manuale Kodokan), un manuale illustrato sul Ju-no-Kata, uno dei sette Kata del Judo.
Ha insegnato al Soko Joshi Judo Club nella Noe Valley (San Francisco, California).
Fukuda ha tenuto corsi in occasione dell'annuale Joshi Judo Camp, da lei fondato nel 1974 al fine di dare alle donne judoka un'opportunità di allenarsi insieme. Il suo motto era "Be strong, be gentle, be beautiful" ("siate forti, siate delicati, siate belli").
È scomparsa il 9 febbraio 2013 all'età di 99 anni.

venerdì 11 settembre 2009

Jurōjin

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Jurōjin (寿老人), conosciuto anche con il nome di Gama è una delle Sette Divinità della Fortuna (shichifukujin 七福神), personaggi della mitologia giapponese. Le altre divinità sono Ebisu, Daikoku, Benzaiten, Bishamonten, Fukurokuju e Hotei. Si tratta della divinità della longevità.

Raffigurazione

Viene raffigurato come un anziano sempre sorridente, con una lunga barba bianca e calvo, porta un bastone e un ventaglio. Spesso viene dipinto in compagnia di un cervo, simbolo di longevità.